martedì 22 luglio 2014

ESTATE: E ALL'IMPROVVISO ECCOLA QUA!

L'estate in generale è positiva perché:

1. Il sole riscalda l'animo ed è fondamentale per la conversione della vitamina D, il metabolismo è più attivo e l'umore migliora. Si diventa più ottimisti e felici.

2. Finisce la scuola, l'università e il lavoro si prendono una pausa: si ha più tempo a disposizione per i propri hobby e le proprie passioni.

3. Arrivano le vacanze: si possono fare grandi viaggi o piccoli spostamenti. Mare, montagna, campagna o città: hanno tutte il loro fascino purché si possa spostare anche per poco la mente su altri lidi, rilassarsi e recuperare le forze.

4. C'è luce fino a tardi: questo crea inconsciamente alle persone una sorta di atteggiamento fiducioso nei confronti degli altri e una visione più rosea della vita.

5. La natura sembra anch'essa risvegliarsi: sedendosi su una panchina all'ombra di un albero, è possibile godere della mite temperatura e sentire cicale e uccellini. Lucciole e grilli segnano la fine della giornata e sembra che la civiltà torni a dare alla natura il suo spazio.

6. Iniziano le sagre e le feste: gente sconosciuta si ritrova seduta allo stesso tavolo a mangiare cibo casereccio e lo spirito è quello di persone che si conoscono da una vita. Spesso ci si trova a brindare al compleanno di un tale o a ridere della battuta di un perfetto sconosciuto.

7. La bilancia sembra nuovamente essere la nostra migliore amica: il tornare nella forma migliore per poter indossare un abitino scollato sembra darci autostima.

8. Cambiano anche gli orari. Con la variazione dall'ora solare a quella legale sembra modificarsi anche il metabolismo: si aspetta l'estate con tutto quello che di positivo comporta. Quando arrivano le vacanze ci si può alzare più tardi, riposare meglio e rilassarsi di più per poter affrontare con più vigore i mesi freddi.

9. Non si può non parlare dell'abbronzatura, poi...che si abbia l'incarnato più scuro o più chiaro la pelle sotto il sole prende un colorito vitale e luminoso e ci fa sentire più belli e seducenti.

10. E per ultimo, ma non in ordine di importanza, i bambini: l'estate è la stagione dei bambini! Anche loro risentono di quest'ondata di ottimismo e di positività che il sole sembra trasmettere a tutti: chiusi e dimenticati i libri di scuola possono finalmente dare sfogo alla loro vitalità che sono stati costretti a reprimere durante i mesi freddi chiusi in casa a causa del gelo invernale!

In casa Battisti invece:

1. Il sole riscalda, il metabolismo rallenta e l'umore peggiora. La vitamina D non sappiamo cos'è e in ogni caso la possiamo ingurgitare in forma di pasticche. L'unica cosa che si muove vorticosamente nei mesi estivi, sono le pale attaccate al soffitto, attive dal 15 di giugno fino a fondo settembre. Spesso e volentieri ci sono altre cose che girano impetuosamente ma, quelle, non rinfrescano l'ambiente.

2. Finisce la scuola! Evviva! Niente più lamentele né capricci. 
Si. Forse in una vita parallela. Cosa facciamo babbo? Ci porti ai giardini, mamma? Ma fa troppo caldo, qui! Ma non c'è nessuno! E che palline, però...vogliono giocare tutti a calcio! Mamma mi porti giù la bici? Non ne posso più! Non ce la faccio a sopportare questo fratello...no i compiti delle vacanze, no! Non servono a niente! 
Circa il lavoro, quest'anno, le ferie aumentano: vista la crisi 3 settimane NON pagate. Comunicato del 10 luglio.

3. Ma io non ci voglio andare al mare. Mi annoio. Non mi piace il pesce: in albergo si mangia solo pesce. Ma posso fare il bagno in piscina? Allora, si, ci vengo. Ma a Badia non ci voglio andare, non c'è nessuno dei miei amici! Voglio tornare a Firenze almeno lì ho i miei giochi...A cosa gioco babbo? Mamma mi metti un film? Allora voglio la canzone di Wolverine! Non c'è? Allora mettimi quella di Sonasegaqualesupereroe!

4. Luce fino a tardi per noi vuol dire solo differimento di tutte le attività quindi ostacoli su ostacoli: si scende ai giardini più tardi, si mangia più tardi, si va a letto più tardi. Si dorme poco e male. Ci si isterizza di più e nel peggiore dei modi.

5. Adoro passerotti, cicale, lucciole e grilli. Ma loro vivono alle Cascine. A Novoli abbiamo solo piccioni (che continuano a fare imperterriti il nido sul mio balcone fottendosene allegramente dei dissuasori) e zanzare grosse come colombi. Non sto a dire altro.

6. Amo follemente la festa dell'Unità di Fiesole: vecchio stile, brace, vino rosso, tutto fatto lì per lì come quelle a cui mi portava mio nonno...ma se non ci fosse ostruzionismo da parte dei nani Battisti si sarebbe anche provata la sagra della zuppa, quella del Locio, della polenta, del cinghiale e del fritto e perché no quella della rana. Tutti gli anni ne vengono fuori di nuove che sembrano fasulle, invece ci sono eccome!

7. La mia bilancia non funziona. Segna 2 kg in più. Devo cambiargli la pila.

8. In casa Battisti si dorme meno e peggio: noi e i bambini siamo tutto il giorno con la "cagna addosso". Si passa dal divano, alla poltrona, al letto. Si suda, si lascia la sindone, si cambia lato ma la sveglia del mattino è inversamente proporzionale all'ora in cui si va a letto la sera. Capita quindi di venire svegliati alle 5.45 del mattino, dopo aver chiuso un occhio si e uno no per 5 ore, perché Mamma ho finito l'acqua! Mamma mi accendi le pale? Mamma quando facciamo merenda?

9. Al momento, avendo come unico mezzo di trasporto la bicicletta, presento una seducente abbronzatura da muratore. Viso, collo, braccia. Esibisco anche un provocante segno degli occhiali da sole.

10. I bambini. I bambini Battisti sono un caso antropologico atipico: rompono i maroni in tutte e 4 le stagioni ma sembra che d'estate la sindrome si acuisca. Probabilmente anche gli adulti Battisti risentono del caldo e il loro limite di sopportazione cala vertiginosamente ma ciò non toglie che i nani restino insopportabili. Il grande intensifica le polemiche che diventano una questione vitale. Niente va per il verso giusto e quando riesce, per sfinimento, a fare come aveva intimato Bha! Tutto sommato forse andava meglio prima. Toni e azioni si alzano, diventano roventi e non si placano finché uno degli adulti Battisti non cede. O non gli molla una pizza. Il piccino ci pensa lui a sistemare le cose: non ascolta, non obbedisce, se ne fotte dei rimproveri e dei berci e mette sotto tutti. Poi ti guarda con quegli occhioni da vitello, il labbrino tremolante e ti dice la bufala più bufala che esista Ma non sono stato io! È stato mio figlio morto! e tu pensi:

AAAAAHHHHHHHHH!!!!!! BASTA! FERMATE IL TRENO! VOGLIO SCENDERE!

subito prima di renderti conto che tu da quel treno ci scenderai solo coi piedi avanti e quindi tutto sommato, forse è meglio tornare a sedersi, godersi il viaggio e aspettare l'inverno...

venerdì 4 luglio 2014

10 CONSIGLI PER RIMANERE INNAMORATI NONOSTANTE IL MATRIMONIO

Per me Gloria, non sei mai stata solo "la figlia della mia madrina", sei stata un'amica, un'icona di eleganza e finezza combinata con simpatia e semplicità. Sei stata, insieme a poche altre, una di quelle creature con cui ho avuto un feeling immediato e duraturo e la mia perenne invidia nel saperti una mamma sui tacchi...e che tacchi!
E ora è arrivato quel momento. Quello che tuo padre ti accompagna e ti lascia andare verso l'uomo che hai scelto. Quello che tua madre piange come un vitello (ma un vitello molto chic, eh?). Quello che tutte le tue amiche dicono Era ora, la speranza è l'ultima a morire!
Ma io non potrò goderti splendida nel vestito che hai scelto, non potrò vederti emozionata con gli occhi che brillano e condividere questo momento con te per quanto lo desiderassi con tutta l'anima. 
Nei film d'amore che ci piacciono tanto c'è sempre il fratello o la sorella di uno degli sposi che si trova a fare il discorso al momento del brindisi, il giorno del matrimonio. In genere il neo marito o moglie, è imbarazzato/a all'idea perché l'oratore è impacciato e/o goffo e/o kitsch.
E visto che neanche tu hai una sorella, la farò io questa parte: sono fidanzata da 12 anni e sposata da 8. Una vita, se pensi che ho solo 19 anni (per gamba), quindi sono la persona giusta, abbastanza impacciata, goffa e kitsch per darti qualche suggerimento perché la cosa funzioni.

1° Il matrimonio non è una passeggiata. L'amore non può essere perfetto (*). La sfiga è sempre in agguato. Siatene consapevoli. Sempre.

2° Avete un figlio, convivete da anni. Vi sembrerà che non cambi niente. Ma non è così: quella fede che porterete al dito è il segno che avete deciso con chi invecchiare, con chi discutere e fare pace, con chi mangiare ogni sera e svegliarsi ogni mattina. Godete nel poter dire Mio marito ha detto, Mia moglie ha fatto. C'è il sapore di famiglia in queste parole...

3° Prendetevi qualche pausa dalla prole, ogni tanto. Andate a cena fuori, un cinema, chiacchierate tra voi e di temi che esulino da pannolini, poppate, cacche gialle, asili, scuole e macchie d'unto sui pantaloni. E' dura, lo so bene. Probabilmente vi sembrerà di non avere argomenti. Probabilmente vi passerà per la testa il pensiero Oddio, che gli dico? oppure Se la prenderà a male se gli chiedo di telefonare a casa per chiedere come stanno i bambini? E' normale, credete. Ma immaginate di essere ad un primo appuntamento, cena, vino freddo frizzante, uno dei due mangia sensualmente una coda d'astice mentre l'altro prova un brivido quando le ginocchia si sfiorano sotto il tavolo. (per Lei: evita di prendere pesce con prezzemolo. Te ne rimarrà un mazzo incastrato nei denti. Per Lui: aggancia la cintura al buco più largo. Gli uomini che si allargano la cintura o si sbottonano i pantaloni, ammazzano il sentimento)


4° Per Lei:
Sei una mamma quasi bis ma non dimenticare di essere anche una donna e una moglie: non scordare che qualche abito sexy o una lingerie di classe tirano più di un carro di buoi. Anche se arriverà il momento in cui ti sentirai un tacchino farcito, tuo marito deve sentire che ci sei anche per lui. E ricordati: anche la Bellucci, la Rodriguez e la Johansson si sono sentite dei tacchini ripieni ma questo non ha impedito loro di farsi fotografare mezze gnude sui giornali.

Per Lui:
Marco, qui c'è parecchio da fare: mettiamoci al lavoro...trattieni il respiro, pancia in dentro, pettorali in fuori, tira fuori gli addominali e cerca di assomigliare il più possibile a Matthew McConaughey. Lo so, è difficile. Ma tua moglie non è facile da accontentare quindi fa un po' te...

5° non andate mai a letto col muso: se avete litigato risolvetela prima di mettervi sotto le coperte. Non credete a chi vi dice che la notte porta consiglio. E' più saggia la soluzione fate l'amore, non la guerra.

6° Per Lei: guardare altri uomini non è sbagliato. Se noti un uomo bello perché non godere di uno spettacolo gratuito? Ma approfittane per ricordarti perché, nonostante gli altri uomini, hai scelto lui.

Per Marco: occhi a terra e profilo basso. Non hai bisogno di guardare il culo di una 25enne per ricordarti perché hai sposato Gloria!

7° Ditevi ti amo tutti i giorni. Con le parole, con gli sguardi, con i gesti. Ditevelo in tutte le lingue del mondo. Fa tanto bene e dà il buon esempio. Ditevi anche il perché vi amate: per esempio ti amo perché il tuo sorriso mi fa sentire a casa, oppure ti amo perché mi fai sentire al sicuro.
Se siete cinici e poco romantici va bene anche ti amo anche quando metti i tuoi piedi gelati in mezzo alle mie cosce. O ti amo anche quando ti addormenti nel bel mezzo del pomeriggio e fai le bolle con la saliva.
Se l'amore non è perfetto, non lo è neanche il vostro compagno. Prendetene atto.

Devi correre il rischio dell'amore...rischia. Questo non significa allora che non soffrirai mai. Ma io te lo garantisco, qualunque dolore proverai non sarà mai neanche comparabile al rimpianto di aver scelto di allontanarsi dall'amore. Il dolore batte il rimpianto senza neanche il bisogno di giocare la partita!(**)
Il matrimonio non è un punto di arrivo: è una partita che si gioca al rialzo. A giocare siete rimasti voi due: non smettete di rischiare, neanche quando vi sembra di non aver più tempo da buttare via o denaro da puntare...

9° Marco: sei tanto carino, educato. Posato, forse anche dolce. Ma fai uno sgarbo a quella donna e dovrai avere a che fare con me. Ti troverò e non sarà una bella mezz'ora.

10° Quando vi troverete davanti a chi vi dichiarerà marito e moglie, forse vi verrà un po' di tremolio alle gambe e la voce vi sembrerà fievole, fievole. Forse avrete un sorriso fisso, il cuore a mille e il cervello in pappa. Ma avrete un testimone di tutto rispetto: vostro figlio. Date retta. Rispondete sempre si
Ah...non fate suonare I Honestly love you di Olivia Newton John: Jennifer Lopez ci insegna che chi lo fa, divorzia in 14 mesi.


Sono venuto qui stasera perchè quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile...(***)
Lo dice Harry a Sally nella scena finale del film. Si conoscono da una vita: prima si detestano, poi diventano amici, poi scoprono che sono sempre stati innamorati e lui scopre che è pronto e ha fatto la sua scelta. 
Questo è l'augurio che faccio a voi: Gloria, Marco non smettete di essere amici, non cessate di innamorarvi e cominciate a vivere insieme il resto della vostra vita!



(*)     cit. da Prima o poi mi sposo
(**)   cit. da La rivolta delle ex
(***) cit. da Harry ti presento Sally

venerdì 13 giugno 2014

SCUOLA BARGELLINI: PROMOSSA!!!

Ovvìa. Siamo arrivati alla fine dell’anno scolastico. Non dovrò più sentire nell’ordine:

Che palle andare a scuola, non serve a niente, non ho imparato a leggere, io so già contare, non serve che me lo insegni la maestra e bla bla bla

Com’è andata oggi a scuola? 
Bene 
E cosa avete fatto?
Niente

Quanto manca alla fine della scuola?
Jacopo, siamo a fine ottobre
Si, ma quanto manca?
Tanto…
Ma se togliamo i sabati e le domeniche?

Non mi comprare più i Ringo per merenda, che a Tizio non piacciono!

No, i compiti no…li faccio domani!
Ma domani è domenica, falli oggi che ti togli il pensiero!
Tanto pensiero oggi, pensiero domani…me lo tolgo domani, il pensiero…

Mamma ho dimenticato il diario…telefoni a Caio e gli chiedi i compiti, se no la maestra mi boccia?

Mamma ricordati che devi portare a scuola un cartoncino bianco e dei coriandoli!
Per quando bisogna portarli?
Per ieri…

Cosa hai mangiato oggi?
Una fetta di pane, fa tutto schifo alla mensa!
Ma io pago 70 € per una fetta di pane?
La prossima volta  che paghi la mensa, porta anche me così glielo dico io che cucinano da schifo…

La maestra dice che tutti i maschi sono birbi e solo le femmine sono brave…
E quale maestra l’ha detto?
La maestra Maria Grazia
Quella di religione?
No
Quella di ginnastica?
No 
Quella di Inglese?
No
Ma allora chi è questa Maria Grazia?
La supplente della Stefania.
Ma la Stefania era la supplente dell’Angela…
Si ma la Stefania è scappata…

Mamma mi compri le matite?
Ma te le ho comprate la scorsa settimana!
Eh…ma son già finite! Sono sempre spuntate e mi tocca temperarle…

Guarda mamma, ho tre matite bianche!
Si, ma non hai più il verde, il rosso e il blu
…eh…perché gli ho scambiati con Sempronio che mi ha dato i tre bianchi!

Quindi, arrivati alla fine dell'anno scolastico posso parlare a ragion veduta dei pro e dei contro della scuola statale.
Parto con i contro:


  • le due maestre (tutte e due Campane) si sono presentate come di ruolo quindi ci hanno tranquillizzato assicurandoci che avrebbero accompagnato i bambini per tutti e cinque gli anni. Una ha raggiunto il marito in Africa prima di Pasqua e l'altra ha chiesto il trasferimento e quindi non si sa se a settembre la rivedremo. Circa le supplenti: una è letteralmente scappata in preda ad una crisi isterica, l'altra è la reincarnazione di un generale SS, in gonnella. 
  • le maestre sono irreperibili: ti lanciano il bambino all'uscita e se non vieni chiamato, vuol dire che è andato tutto bene e non ci sono problemi di sorta. Se invece la maestra, guardandoti dall'alto in basso ti fa segno di avvicinarti vuol dire che tuo figlio l'ha combinata grossa e tu passerai un brutto quarto d'ora.
  • insieme a pochi altri genitori ho fornito rotoli di carta scottex, sapone e fotocopie per l'intera classe per tutto l'anno. Pare che abbia anche foraggiato parte della classe con la merenda di Jacopo, ma non è sicuro. Sicuro è che ho equipaggiato i compagni di banco di mio figlio di matite rosse, blu e verdi. In cambio, però, delle bianche.
  • ho comprato 3 grembiuli pensando di lavarne due alla settimana dalle macchie di unto della mensa. Visto che la mensa fa schifo e il bambino sembra mangiare solo pane e yogurt, i grembiuli sono sempre tornati lindi, puliti e più stirati di prima: va da sé che non era necessario comprarne 3. 
  • Jacopo ha imparato un sacco di parolacce. La comunità impone come rito di passaggio che si deve dire almeno 3 parolacce in una frase abbastanza vicino alla maestra. Quindi se le maestre hanno percepito una frase tipo "...quello str...o di Tizio ha detto figlio di p.....a a Caio! Tu vedessi come l'ha mandato in c...o!!!" non hanno capito male.
  • l'uscita da scuola, nonostante si siano presi provvedimenti per facilitare la cosa, è sempre un gran troiaio. 


I pro:


  • i libri sono gratuiti (offerti dal comune), la mensa è abbastanza economica, la scuola è di fronte a casa quindi le spese, tutto sommato sono sostenibili. Certo se tutti facessero la loro parte sarebbe tutto più semplice, specie per la povera rappresentante di classe, che stressata dall'anno scolastico, ha già detto che abbandonerà l'incarico gettando tutti nel panico e desertificando la riunione del prossimo settembre...
  • la scuola è bellissima immersa in un parco con tanto verde, le classi sono colorate e ridipinte da poco, c'è una enorme palestra e tanto spazio a disposizione.
  • a parte le maestre, il personale non docente è amoroso e accoglie i bambini tutte le mattine con il sorriso...
  • Jacopo si è fatto un sacco di amici nuovi. E io di conseguenza ho conosciuto tanti genitori. Alcuni anche simpatici.
  • durante l'anno hanno fatto un sacco di cose carine: uscite, gite, mercatini, lavori di continuità con la materna, feste e le giornate di scuola sono sembrate meno pesanti...
  • Jacopo, checché ne dica, ha imparato a leggere, scrivere e contare a tempo record e nonostante i suoi continui brontolii ha dimostrato di essere un bambino socievole, collaborativo ed educato. La scuola gli ha dato degli spunti interessanti che lui ha avuto voglia di approfondire in privato. Da quando è andato in gita, tiene il portafoglio con quei 47 € e 73 centesimi come una reliquia, contando e ricontando i "foglietti". Ora non potrò più prendere "in prestito" i suoi soldini...
  • Jacopo è stato abbastanza furbo da dire la frase con le tre parolacce sufficientemente distante dalle maestre perché loro la interpretassero come "Quello stolto di Tizio ha detto figlio di Adriana a Caio! Tu vedessi come l'ha mandato sul mulo!!!". In casa non le dice e quando gliene scappa una fa una faccia talmente buffa e ti chiede subito scusa che a me scappa solo da ridere...
  • Jacopo, è stato sempre stato un bambino molto sensibile e buono (a differenza del fratello più dritto e smaliziato) e il vivere in una società di esserini della sua età ha sviluppato in lui il rispetto delle regole di convivenza e sopratutto la distinzione tra il bene e il male, tra le cose che si possono fare e dire e non. Ha imparato anche a rispondere in modo adeguato alle varie situazioni senza necessariamente inciampare in un dirotto di pianto al primo ostacolo. In diverse circostanze, mi sono sentita fiera e orgogliosa di lui e per come aveva gestito il momento.
  • circa l'uscita da scuola di cui sopra, io (non riuscendo nel fischio di cui un genitore fa uso e che gli invidio molto) ho adottato un sistema altrettanto infallibile. Sguinzaglio il piccino, che scaltramente si infila in mezzo alle gambe di genitori, nonni e baby sitter, tira la maglia alla maestra di turno e mi porta Jacopo per mano.


Quindi, a conti fatti e scherzi a parte questa prima elementare è stata molto positiva perché vedo giorno dopo giorno che il mio bambino è diventato un piccolo omino: lamentoso, borbottone, noioso ma è cresciuto. E' cresciuto nel carattere facendosi più forte e deciso (anche se mi piace quando ancora ora mi domanda conferma alle bischerate che dice suo babbo), ha maturato il rispetto per i genitori e gli adulti in generale, ha imparato che anche le "femmine" hanno qualcosa da dare e gioca con loro come con i maschi... A volte rimprovera il fratello di poco meno di due anni più piccolo, facendogli ragionamenti da adulto.
Durante quest'anno il mio bambino ha messo casco, ginocchiere e paragomiti. La strada in salita è appena iniziata, ma Jacopo sembra aver messo la marcia giusta: PROMOSSO!

lunedì 19 maggio 2014

LA BATTISTEA. L'ODISSEA DE NOARTRI.

Premessa:
Disponendo in abbondanza della nota fortuna che, ahimè, accompagna gran parte delle famiglie con figli, fortuna per la quale i bambini stanno bene tutta la settimana per iniziare a presentare i primi sintomi del virus il venerdì sera, e avendo acquistato i biglietti del treno per viaggiare da Firenze a Torino e ritorno per la modica cifra di € 204,00, ho iniziato la terapia d'urto con i fermenti lattici 10 giorni prima del viaggio.
Partendo il venerdì, il figlio minore anticipa al giovedì la presentazione dei segnali del mal di pancia. 
Vedrai, avrai da fare un po' di cacca... 
Ma a me non scappa! 
Avrai un po' di aria nel pancino, non ti preoccupare! ma io immagino già il mio primo viaggio in treno con tutta la famiglia, come l'Odissea. Mi vedo correre in bagno ogni 5 minuti a reggere le budella al piccolo untore e trovandolo occupato, raccogliere il vomito con le mani.

Venerdì mattina. Ore 7.30
Pietro come stai?
Bene
Il mal di pancia è passato?
Si. No. Mi fa un po' male qua... dice il pelo rosso indicando il fianco destro.
Via, no. L'attacco di appendicite no!

Ore 8.30
Pietro oggi mangi in bianco visto che hai male alla pancia, ok?
Il bimbo annuisce. Mi scappa la cacca. 
Va bene, quando arrivi all'asilo, la fai subito. 
Però mi pulisci tu?
Certo. Non aspettavo altro.

Ore 11.30
Non telefono a scuola per non farmi vedere preoccupata, così il bimbo non si impressiona, ma sono agitata. Parecchio.

Ore 12.45
Guardo l'ora e penso che avranno già mangiato. Non mi hanno chiamato quindi il bambino sta bene. Forse era solo un po' eccitato dall'esperienza nuova e ha somatizzato così. Guardo mio marito che afferma e chi lo sdraia quello lì! Forse sono solo io che mi faccio questi trip...

Ore 13.07
Squilla il telefono. La scuola Allori. Eccoci.
Rispondo e la maestra, quella più ansiosa, mi dice che Pietro lamenta il mal di pancia, non so visto che dovete partire, se è il caso di prenderlo prima. 
Vabbè, quando usciamo dal lavoro veniamo...
Ora, in confronto, l'Odissea mi pare un viaggio Alpitour.

Ore 15.00 circa.
Pietro, amore come stai?
Bene. Quando andiamo in treno?
Tra un po'. Ma il mal di pancia?
Bene. Posso entrare dal panaio e comprare le patatine? Da mangiare in treno?
Aveva ragione mio marito: se c'è un infame in famiglia è lui. Il roscio. (perdonatemi ma da quando ci siamo impegolati a guardare Romanzo Criminale, noi si parla così. Come negli anni '70 nella Roma popolare...)

Ore 18.22
Quando parte il treno? Dove viaggia? Ma perchè siamo fermi? Ma perchè partono tutti tranne il nostro? Che film guardiamo? Mamma, ma io ho fame! Mamma mi apri la Coca?

Ore 19.07
Mamma mi scappa la pipì.
Ovvia Pietro, siamo appena partiti. 
Ma mi scappa velocissima...
Arriviamo arrancando alla porta del bagno, il treno va a 300 all'ora. La porta si apre pigiando un bottone. Entriamo. Il bagno a Pietro pare l'interno della cabina guida di un Boeing 747: piena di pulsanti colorati che non aspettano altro che essere premuti. C'è il pulsante per chiudere la porta dall'interno, quello per far scendere l'acqua, quello per tirarla. Sono tutti luminosi e dicono Pìgiami, pìgiami...
Pietro fa la pipì. Mezza dentro e mezza fuori, a dir la verità ma non è colpa sua, il treno viaggia veloce. Mamma come si tira l'acqua?
Premi quel pulsante lì...
E poi è tutta una scena al rallentatore: l'indice di Pietro che schiaccia il bottone illuminato, attesa, silenzio. Pietro che mi guarda chiedendosi se non funzioni bene. Poi il risucchio della pipì, Pietro mi salta sui piedi e abbraccia la mia gamba come se il water potesse inghiottire anche lui. Poi il panico mamma voglio uscire. Ed è già seduto al suo posto, stretto al fratello come se il wc potesse arrivare fino lì con l'intenzione di cacciarlo fuori dal treno per il buco...
Vedrai come gli passa la cistite o il mal di pancia, penso io con il sorrisino mentale tipico di chi la sa lunga...

Ore 19.37
Mamma mi scappa la pipì.
Ma Pietro ci sei andato mezz'ora fa...
Ma mi scappa velocissima, me la faccio addosso!
Io e mio marito ci guardiamo. Poi lui mi fa un cenno come dire e portacelo, che vuoi che se la faccia nei pantaloni?
4 gocce dopo mi dice posso pigiarlo io il bottone?
Ahhhh, penso, allora era lì che volevi arrivare!
Stavolta, però, preme il bottone poi si tappa le orecchie ma aspetta che l'acqua pulita torni al punto di partenza guardandola fisso come se il destino del mondo dipendesse da quel water lì. Poi mi guarda e ride con quelle fossette buffe e io ho la certezza che passerò il viaggio in bagno. 

Nel week end i bambini hanno vissuto un sacco di cose belle: sono stati con i nonni, sabato è venuto C. a pranzo e hanno giocato fino allo sfinimento, hanno visto nell'ordine centinaia di lucertole, api, un cervo volante, un uccellino scappato dal nido accarezzato e salvato.
Ma sono sicura, potrei scommetterci tutto, che se si domanda a Pietro cosa gli è rimasto più impresso della gita in Piemonte risponderà il bagno! Che domande...  







martedì 13 maggio 2014

LE RISPOSTE DA PORTARE NEL NOSTRO VIAGGIO INSIEME

Io ti guardo, tu mi guardi
e la luce nei tuoi occhi
mi riporta come un tempo
al paese dei balocchi
quando il cielo era sereno
e non era così nero...
(Licantropi - Bobo Rondelli)



Perché con quella bocca rossa e morbida, quei peletti bianchi che si intravedono nella tua barba e nei capelli e quelle mani delicate, per me sei l'uomo più bello del mondo. Purtroppo lo sei anche per la polacca Sylvia, per Piera, Luana e chissà per quante altre. Ma sei mio e questo basta. Se ti becco, però, che fai il simpatico con qualcun'altra spezzo le braccine prima a lei poi a te...

Perché sei la mia memoria: mi basta guardarti con aria smarrita e tu trovi la parola o il pensiero mancante. E ogni volta che ti tocca ripetere una cosa che io puntualmente dimentico non appena un altro pensiero mi travolge, non me la ricordi come faresti con una un po' grulla ma con il rispetto che si rivolge ad una principessa. Meno male, però, che i tuoi pensieri non hanno voce perché non so cosa potrebbero raccontare...

Perché mi hai dato due figli splendidi uno dei quali deve a te il fatto stesso di essere nato e perché nel loro DNA c'è tanto di tuo...

Perché nonostante tu sia secco finito, tutto ossa e muscoli (e addominali da spartano!) il tuo abbraccio mi dà un senso di protezione che mi fa sentire a casa. Quando ti stringo il mio primo pensiero è stretta così potrei affrontare qualsiasi cosa... maremma, però, lui è già pronto per la prova costume...guarda che vitino: con le mie braccia gli faccio un giro e mezzo... 

Perché finché non torni a casa anche tu, non è famiglia.

Perché dopo 12 anni di convivenza mi fai credere che le mie chiappe non fanno provincia, che se guardi le altre lo fai solo per ribadire quanto sei fortunato ad avere una moglie come me e che non mi cambieresti neanche con Francesca Inaudi. Quanto amo le tue deliziose bugie!

Perché quando mi trovo in difficoltà sei l'unico ad avere la mia totale fiducia e l'unico a trovare la soluzione ai miei problemi. In questi 8 anni di matrimonio hai tenuto fede a quello che hai fatto scrivere dentro il mio anello nuziale: mo beltainemia àncora.

Perché riesco ad amarti anche quando si litiga per la tenacia che metti nel difendere la tua posizione tanto che alla fine mi tocca arrendermi e vinci sempre tu.

Perché mi hai fatto innamorare col tuo romanticismo fuori dal tempo, mi hai incantato con la tua simpatia e perché hai fatto in modo di non esaurire tutte le tue cartucce per conquistarmi ma ti sei tenuto da parte le munizioni migliori per i tempi duri.

Perché quando siamo arrivati, volenti o nolenti, al momento di crisi non mi hai detto ma vedi di andartene aff... ma stringendomi la mano hai detto abbracciami, poi si vedrà...

Perché la raccolta delle nostre mail Quando i giorni sono lunghi in maggio rimane il più bel libro che abbia mai letto. E riletto. E riletto ancora...

Perché senza di te sono persa.

Perché sei un babbo meraviglioso. E sei anche un po' la mamma che io non riesco ad essere.

Perché vorrei poterti vedere pieno di rughe, con la dentiera, vorrei poterti sentir dire Ostia, son tutto tronco...oi oi oi oi e accompagnarti sotto braccio a prendere il fresco ai giardini, quindi vedi di imparare ad essere eterno.

Perché quando ogni giorno ti elenco le malattie per cui potrei non superare la notte tu sai tranquillizzarmi, tenermi a bada e placarmi. E sopratutto perché lo fai anche quando il malato sei tu.

Perché amo l'ostinazione con cui ti mangi le unghie fino alla carne e il rumore soddisfatto che fai quando le mastichi anche se a me fa venire i brividi.

Perché non ti lamenti mai se ti infilo i piedi gelati in mezzo alle cosce e nella notte, quasi come se tra noi ci fosse una calamita, ti avvicini, ti metti a crostello e mi tieni al caldo. Anche quando ci sono 40 gradi e una percezione del calore pari a 50°.

Perché continui ad essere geloso della mia vita precedente come se fuori dalla porta ci fosse una fila di uomini pronti a farmi la corte anche se sei ben consapevole che fuori dalla porta c'è solo, eventualmente, Pietro che fa le bizze perché voleva stare ancora 5 minuti ai giardini.

Perché trovo adorabili le nostre piccole abitudini che sono cambiate nel tempo ma sono diventate le nostre radici e ci tengono ben saldi a terra anche quando si viaggia con la fantasia. Quando pensiamo a cosa faremo nella prossima vita, perché anche nella prossima vita staremo insieme.

Perché ancora mi innamora quella "s" che pronunci leggermente sibilata che rende così simpatica la tua parlata, quel delicato profumo di bagnoschiuma che emana la tua pelle anche dopo una sudata. Quel sistema così preciso di schiacciare il riso in un cerchio perfetto, non un chicco fuori posto. Quel modo di passare il pollice sulle labbra per toglierti la schiuma della birra, inconsciamente sensuale.



Per questi e per 1000 altri motivi, come 8 anni fa, di dico Si. Lo voglio. Tutti i giorni. Auguri mo beltaine.




mercoledì 23 aprile 2014

PASQUA, PASQUETTA E ALTRI INCIDENTI...

A pochi giorni dalla festa, posso dire con cognizione di causa che a noi Battisti, la Pasqua porta rogna. L'anno scorso ci si è passati l'influenza gastro intestinale e a turno l'abbiamo fatta tutti. 
Quest'anno invece, perché a noi piace fare le cose in grande, io e mio marito abbiamo fatto in modo di trovarci nel posto sbagliato nel momento sbagliato nel giorno giusto per avere un bell'incidente proprio nella settimana del ponte.
È successo più o meno che noi si stava andando al lavoro in scooter e una moto nell'altra corsia ha avuto un incidente con un'auto e cadendo ci ha falciati dalla sinistra. Morale della storia? Tutti vivi ma accartocciati. Massimo riposo e niente fatica.

Ora, vediamo quali sarebbero in una famiglia normale i lati positivi di questa condizione. Perché visto che siamo vivi, i lati positivi si possono trovare:

1. puoi farti servire e riverire dal marito e dai figli visto che tu DEVI stare sdraiata stile Paolina Borghese sul letto con la gamba traumatizzata sulla borsa dell'acqua calda.
2. puoi trovarti i pasti caldi pronti e serviti a tavola e nei primissimi tempi dopo l'incidente anche a letto perché necessiti di osservare l'assoluto riposo.
3. visto che il destino ha voluto che l'incidente capitasse proprio nel periodo di Pasqua, la fortuna vuole che in questo lasso di tempo ci siano i dolci tra i più buoni delle festività cristiane, quindi avendo il suocero chef e il marito con grandi potenzialità culinarie, potresti reclamare una fetta di pastiera o una colomba fatta in casa con le mandorle sarde.
4. puoi farti coccolare dai figlioli che apprezzano il fatto che tu sia viva e si rendono conto che ora sei tu ad aver bisogno di loro. Quindi giocano da soli, sono indipendenti, non domandano nulla e se chiedono lo fanno solo per le cose indispensabili. Alle quali può pensare tuo marito.
5. non avendo la possibilità di impiegare quel piccolo spazio di intimità che riuscivi a trovare prima con il tuo compagno, perché hai una gamba che pare quella di Sora Lella e oltre tutto ti fa anche male, puoi approfittarne per recuperare quei gesti da fidanzatini che avevi messo nel cassetto: carezze, bacini e magari un massaggio per sciogliere la tensione muscolare dovuta all'evento traumatico.
6. se dalla visita agli ambulatori Inail, ti dicono che la tua gamba è proprio bruttina e che non puoi rientrare al lavoro perché rischi una trombo flebite, ne puoi approfittare per farti frizionare delicatamente la gamba con una crema specifica e poi farti tirare un po' su di morale da tuo marito di cui ti fidi ciecamente più che del tuo medico curante.
7. puoi approfittare del tempo che hai a disposizione per guardare tutti i film che vuoi, dato che i tuoi bambini non avranno pretese comprendendo appieno il frangente.
8. puoi ottenere il posto a sedere sul bus senza passare per una vecchia tardona.
9. puoi guardare i vetri delle finestre di casa tua sporchi della pioggia di tutto l'inverno, senza sentirti in colpa perché tanto sai non puoi certo lavarli ora, dopo quello che ti è capitato.
10. appena metti un piede fuori di casa, puoi goderti l'interessamento dei conoscenti e delle amiche che ti chiedono come stai e ti fanno sentire il loro appoggio.

Invece, nella famiglia Battisti tutt'altro che normale, succede che..:

1. Tuo marito ha una costola rotta, tre punti sul mento, un dente scheggiato, il labbro tumefatto e sanguinante nonché un ginocchio escoriato: a conti fatti quella che sta meglio sei tu. Quindi quella che eventualmente deve servire il coniuge lesionato sei tu.
2. Il pasto caldo te lo devi preparare da te e per tutta la famiglia perché è ancora ignoto il bambino che ti ringrazia per avergli preparato la Tinsemal con tante verdurine tagliate sottili sottili sottili come piacciono a lui...
3. Il dolce di Pasqua lo devi preparare te su esplicita richiesta dei tuoi figli che hanno assaggiato la frolla con la crema chantilly e le fragoline di bosco a casa di un'amichetta e l'hanno mangiata a quattro palmenti. Chiaramente la torta verrà interamente consumata dai coniugi Battisti per evitare che i bambini vomitino l'arrosto di vitello al latte sul tavolo preparato a festa. 
4. Circa l'amor filiale. Jacopo, il bimbo grande, vedendoci il giorno dell'incidente si è messo a piangere disperatamente disprezzando lo stronzo di quel motorino che ha fatto male al babbo e alla mamma. 20 minuti dopo aveva già scazzottato suo babbo nelle costole mancando per un pelo quella rotta. Il piccino, Pietro, dopo aver valutato ferite, cerotti, lividi e gonfiori ha esclamato un po' deluso ma a me garba quando muore qualcuno, però...
A sua discolpa devo ammettere che lo sbaglio al quale imputare l'insensibilità del bimbino è di suo babbo che si è presentato all'asilo dicendo che era reduce da un combattimento tra gladiatori e l'altro, a cui gliele aveva suonate per benino, era sicuramente messo peggio di lui. Ciò non toglie che nei giorni seguenti i bambini hanno viaggiato pericolosamente vicino alla gamba ferita finché non hanno raggiunto il loro scopo.
5. Circa il sesso. Tuo marito ti dice fino ad agosto possiamo scordarcelo. Ma mica per niente...pensi di essere sexy con quello zampone, costí?
E te pensi di essere parecchio bellino con quel crostone sul labbro e quell'andatura da vecchio? Buonanotte, buonanotte.
6. Il massaggio con la crema specifica te lo devi fare da te perché il coniuge (vedi sopra) lo zampone peloso -perché i peli veroiddio non hanno pietà...continuano a crescere nonostante lividi e traumi- non lo tocca neanche con un bastone. E alla tua domanda E se domattina mi trovi fredda nel letto che fai? ti risponde Accompagno i bambini a scuola, poi aspetto un po' che non ci siano dubbi sulla tua dipartita e poi corro a mettere qualche frase a doppio senso sul tuo profilo facebook...tipo, non so... "stamattina non ho voglia di alzarmi" oppure "sono partita per un lungo viaggio"...hi hi hi!!! 
Ah. Ah. Ah. Le risa.
7. I film. Nelle vacanze pasquali puoi vedere un film (uno) di tuo interesse. Per il resto potrai fare una tesi sulla cinematografia mitologica, storica e di guerra con particolare interesse intorno all'area romana, greca e nello specifico dei gladiatori.
8. Il posto sul bus non solo non lo otterrai pur zoppicando visibilmente ma una vecchina, dirigendosi verso la porta d'uscita ti tirerà un borsettata della spesa sulla gamba facendoti scomodare qualche madonna. Ma si scuserà dicendoti Scusi eh? È che non mi reggo bene in piedi...
9. I vetri delle finestre di casa li osservi (senza peraltro riuscire a guardarci attraverso) sentendoti in colpa perché tanto sai che quando ne tirerai fuori le gambe, avrai altro da fare. Sei oltremodo consapevole che i vetri sono sporchi della pioggia di tutto l'inverno e dell'inverno prima. E forse anche di quello prima ancora. Sarà più facile che la famiglia cambi casa piuttosto che tu riesca a lavare i vetri.
10. Non ti puoi godere l'interessamento delle amiche e conoscenti (devo ammettere unica nota positiva della situazione) perché sei consapevole che sulla carta tuo marito se l'è vista peggio e quando lui alla domanda come state? replica Ma dai, in miglioramento tu non puoi rispondere ma veramente io...

Quindi, a ragion veduta, l'anno prossimo prima di Pasqua per evitare ulteriori sciagure farò tre cose:

1. aprirò quando il parroco suonerà per la benedizione della casa. 
2. mi farò manicure, pedicure e peli caso mai dovessero di nuovo portarmi al CTO.
3. laverò i vetri.


lunedì 31 marzo 2014

UNA DOMENICA DI ORDINARIA FOLLIA

Huston. Abbiamo un problema. 
Si tratta di un'invasione... Il cielo si sta facendo nero, stanno arrivando....aiuto, aiuto...ahhhh....SPLAT.
Ecco fatto: un'altra merda di piccione, accidenti ai lordi pennuti.
Ho il balcone pieno di cacche di piccione e non so come liberarmi di queste inutili bestiacce.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso (bello grosso, peraltro) è stata versata domenica mattina. Che non era una domenica mattina qualsiasi: era la famigerata domenica mattina in cui c'era il cambio dell'ora da legale a solare. E' tardi, siamo stati a cena da amici, Pietro è stato sistemato per il trasbordo da casa a casa sulle spalle di suo babbo addirittura già addormentato. Prima di metterli a letto stanchi morti, li scongiuriamo di non venire nel lettone al risveglio mattutino. Ci si farà a dormire domattina? Io e mio marito ci si guarda speranzosi...
Ore 1:27 Buonanotte; speriamo in bene.
Ore 5:07 del mattino. Cru cru. Cru cru. Cru cru.
Sto sognando. Sto sognando? Luca dico sottovoce lo senti anche tu? 
Si. E' un colombo. Anzi due.
Ma dove sono, dico sempre sussurrando che sembra di averli in camera?
Saranno sul cornicione della cucina. Mettiti i tappi.
Preferisco risolvere il problema alla radice: vado in cucina e batto un pugno contro il vetro della finestra. Uno prende il volo, il secondo mi guarda beffardo come dire cazzo vuoi? Lo guardo in cagnesco, lui sostiene lo sguardo poi tiro un'altra manata sperando che il piccione percepisca il rumore come una fucilata e capisca che qui non è aria. Lui prende il volo con calma, promettendomi che me la farà pagare cara per aver fatto scomodare le sue chiappe pennute dal cornicione. Dal MIO cornicione.
Torno a letto, fatico a riaddormentarmi ma ho riconquistato il sospirato silenzio. Sono ormai le 5:43. Ora ci sono. Rilasso i muscoli partendo dalle dita dei piedi. Ecco il polpaccio, la coscia. Forse riesco a riprendere sonno.
Cru cru. Cru cru. Cru cru. Cru cru. Cru cru. Cru cru.
L'immonda bestiaccia ha portato i rinforzi: sono almeno in quattro.
Metto la testa sotto il cuscino ma non serve, sento il sottofondo nonostante 20 cm di cuscino. Mio marito si alza, chiude la finestra esterna e la porta della camera e io penso sono le 6:25 ma con il cambio dell'ora sono già le 7:25. Mi sento la testa confusa e gli occhi gonfi.
Decido di rimanere a letto a meditare vendetta ma ormai sono a corto di idee, le ho provate tutte: ho accettato suggerimenti, consigli, sono arrivata anche al passo subito prima del rito voodoo. Gli spilli li ho presi ma non conosco nessuno che riesca a farmi una bambolina a forma di colombo.
Ho iniziato con i cd appesi sulle ringhiere dei 2 balconi ma non solo non sono serviti a spaventarli, i piccioni hanno anche deciso di umiliarmi cacandoci sopra.
Poi sono passata alla carta dell'uovo di Pasqua sistemata qua e là lungo il balcone: carino, colorato, rumoroso. Grazie I. per il consiglio ma i volatili hanno snobbato l'avvertimento facendomi le uova nel vaso del mandarino cinese.
Ho provato con le buste di plastica tutte tagliate e legate ma quando ho visto il sozzo pennuto proprio sdraiato sulla morbida busta, ho capito che gli avevo fatto un nido come pochi.
Mi sono cimentata anche con il tiro a segno: a costo di venire segnalata alla polizia ho provato a sparargli nello sporco sedere con la pistola ad aria compressa ma, nonostante la mia nota mira da cecchino loro sono stati più veloci. 
Ecco finalmente la soluzione che sembra definitiva: dai giardini dietro casa un simpatico nonno mi dà una dritta. Fai bollire il grano nella grappa, loro ne sono ghiotti, lo mangiano e poi non tornano più. Vedrai. Compro il grano dal civaiolo, la grappa all'Esselunga (quella che costa meno tanto sono piccioni di periferia, non si formalizzeranno) mentre sorrido sotto i baffi immaginando gli odiosi uccellacci patire le pene dell'inferno, prima di morire con il fegato scoppiato. 
Il grano gli è piaciuto talmente tanto che non solo l'hanno mangiato i miei piccioni ma si sono passati la voce che c'era una bischera che offriva da bere e da mangiare gratis. E se si voleva c'era anche da dormire, visto che, vero come l'oro, ci ho trovato anche due spennacchiati cuccioli di colombo. Che hanno imparato a volare prima del tempo calciati nel terrazzo del primo piano.
Io ho risolto mettendo sul balcone dei serpenti finti, tipo quelli di gomma, sai? Sono gli unici animali di cui hanno timore i piccioni... Proviamo anche questa. Nulla. Cacata anche la testa del boa.
D'estate è poi, se possibile, anche peggio: con le serrande abbassate per mantenere il fresco loro festeggiano lì fuori come se non ci fosse un domani. Una volta me ne sono trovato anche uno in salotto che stava cercando un posto dove riposare.
Ho comprato anche i dissuasori plurispillo ma i piccioni sono sottovalutati: perché andare a rischiare di pungersi le chiappe quando si può covare la prole nei vasi, o perché no ora che arriva il caldo direttamente sulle fresche piastrelle della terrazza?
Mi è stato anche suggerito di mettere un campanellino che al minimo alito di vento suoni allontanando le bestiacce. Forse potrebbe funzionare ma dopo poco potrei uccidere qualcuno visto che con il sonno leggero che possiedo, il pensiero che il campanello possa suonare da un momento all'altro mi creerebbe un filo di ansia.
L'unica sarebbe prendere un gatto. Lo so, funzionerebbe perché i miei vicini peruviani ne avevano uno bellissimo di pelo rosso che ogni tanto dormicchiava sulla finestra del loro bagno (che dà sul mio balcone) e in quel periodo i piccioni non si posavano neanche. A ripensarci è un po' che non vedo il gatto. Spero che sia in villeggiatura e che non abbia avuto la peggio con i piccioni. O con i suoi padroni peruviani.

Ovvia sono le 8:18. Mi alzo. I piccioni sono ancora sulla mia terrazza. Quattro grassi piccioni grigi.
Uno mi guarda. Potrebbe essere quello che mi ha giurato vendetta. 
Sarò contenta solo quando ti vedrò nelle fauci del mio gatto, morire tra atroci tormenti, penso.
E mentre mi arrovello in mezzo a questi pensieri concludo che, per una domenica che i miei bambini alle 9:30 stavano ancora dormendo, io ho passato la notte in bianco per colpa di 4 orribili volatili. 
Ma io non mi arrendo: ho perso una battaglia. A dire il vero più di una. Ma non avete ancora vinto la guerra. Ah ah ah ah ah... (risata fiera e drammatica).

Ora vado a togliere quei due o tre Kg di merda dal balcone...