martedì 21 gennaio 2014

DORMIRE OTTO ORE FILATE: REALTA' O FANTASCIENZA?

Ormai è tardi per me. Forse voi siete ancora in tempo. Queste sono 10 regole da tenere a mente se avete figli e volete riposare in pace. In vita.
Scritte da una che non dorme otto ore filate da 6 anni 1 mese e 17 giorni.


1. QUELLO CHE VIENE FATTO O DETTO UNA VOLTA, E' PER SEMPRE. Non scordatelo. Vale per tutto: per il cibo, per i giochi, per la nanna. Se gli fate assaggiare la Coca-Cola vorranno pasteggiare a Coca-Cola, se gli comprate 5 pacchetti di figurine il lunedì, per loro tutti i giorni sarà lunedì. Se dite loro Va bene. Ti addormenti nel lettone. Ma solo stasera, da domani ti addormenti nel tuo lettino avete finito di dormire in pace fino a data da destinarsi.

2. NON DITE MAI MIO FIGLIO NON FARA' QUESTO O QUELLO. Io dissi, per esempio, tutta tronfia con il pancione in cui nuotava pacifico il primogenito Mio figlio non dormirà mai in mezzo a noi...vogliamo mantenere la nostra privacy...passerà dalla culla al lettino e poi in camerina sua. 
Si. Forse nel migliore dei mondi possibili. Atterrato a casa, prima notte in culla e poi lettone fino a 2 anni. Quando è arrivato l'altro disturbatore.

3. NON FATEVI INGANNARE DAL QUEL VISINO DOLCE CHE DORME BEATO CON I PUGNETTI ALL'INSU'. Prima o poi si rivelerà quello che è: un tormento egoista e menefreghista che dormirà a stella marina facendovi retrocedere fino al bordo del materasso. Sarà contento solo quando avrà il letto tutto per sé.

4. NON ABITUATE IL BAMBINO AD ARRICCIARVI I CAPELLI O TOCCARVI IL LOBO DELL'ORECCHIO PER ADDORMENTARSI. Le conseguenze saranno inevitabili e incalcolabili. Il minimo che vi capiterà è che sarete costrette a tagliarvi i capelli per nascondere il diradamento che vi avranno creato. Vostro marito sarà contento di non dovervi più finanziare bigiotteria da appendere alle orecchie perché il solo vedere un orecchino vi farà andare in escandescenze. 

5. SE, QUANDO INCINTE, PENSATE GIA' ALLA CAMERETTA DEI BAMBINI, COMPRATE DEI MATERASSI DI QUALITA'. Tanto toccheranno a voi. Ad un certo punto sarete costretti a lasciare il letto coniugale per approdare al letto singolo, più stretto, più corto ma senza il nano rompimaroni dentro.

6. SE AVETE UNO DEI DUE FIGLI RUSSATORE METTETELO SUBITO A CONTATTO CON L'ALTRO. L'altro figlio vi sarà riconoscente in futuro perché gli avrete creato una protezione che gli permetterà di addormentarsi anche sotto i fuochi d'artificio, in bicicletta o sul carrello della spesa. Se un giorno dovesse dirvi che sente le voci gli potrete dire Non preoccuparti, è tuo fratello che russa. Se non avete altri figli almeno fate in modo di togliervi il bambino russatore di torno: sono sicuramente le sue variazioni sul tema a togliervi il sonno. 

7. SE UNO DEI DUE FIGLI E' PICCINO MA MOLESTO, e lo saprete da subito, NON PERMETTETEGLI MAI DI ORMEGGIARE NEL LETTONE. In un attimo vi troverete colpiti in più punti vitali con preferenza per il fegato, occhi e reni. Ricordate che ha due braccia e due gambe quindi se dorme in mezzo riuscirà ad annientare sia voi che vostro marito. Se vi farete intenerire dal vostro compagno che lavora tutto il giorno quindi deve riposare e farete dormire il piccolo tafano dalla vostra parte, sappiate che avrà due braccia e due gambe tutte per voi.

8. NON FATEVI MAI IMPIETOSIRE DAL FIGLIO FEBBRICITANTE e dal vostro compagno che cercherà di convincervi a farlo dormire in mezzo Così lo teniamo d'occhio, non si sa mai...toccherà comunque a voi misurargli la febbre, dargli la medicina e in più toccherà curare anche il marito che immancabilmente resterà contagiato dall'untore. Se il bambino ha il virus gastrointestinale VIETATEGLI l'accesso alla vostra camera se non volete trovarvi nei panni del povero Esorcista con vostro figlio che vomiterà i resti della pasta con il prosciutto sulle lenzuola pulite.

9. Se riuscirete a metterli in camerina prima del raggiungimento della maggiore eta' ricordatevi assolutamente di NON DIRE MAI CHE POSSONO VENIRE NEL LETTONE QUANDO C'E' LA LUCE. I vostri bambini vedranno la luce anche alle 4.30 del mattino. E quando tornerete a letto dopo averli riaccompagnati, ricoperti, dissetati e accarezzati voi avrete perso il sonno fino al suono della sveglia. Chiaramente loro vedranno la luce alle 4.30 proprio la notte in cui stavate sognando di servire un caffè a Christian Bale in abiti civili o di andare ad un concerto privato di Bobo Rondelli che suona solo per TE essendo stata TU la sua musa ispiratrice. 

10. NON DITE MAI LORO CHE POSSONO VENIRE NEL LETTONE A SVEGLIARVI LA DOMENICA MATTINA, a meno che non vi portino caffè, brioches e succo d'arancia. La domenica, visto che è l'unico giorno che si può dormire un po' di più, si sveglieranno alle 7.25, forse li sentirete arrivare ma comunque sarà troppo tardi. Non farete in tempo a dirgli Non saltate sul letto!!! che già vi avranno atterrato con una gomitata e un calcio nelle parti intime. Una volta immobilizzati inizieranno le domande Cosa si fa oggi? Cosa si mangia? Chi viene a trovarci? Ma oggi si va a scuola? Babbo si va ai giardini? Mamma, quando viene la nonna?
E voi, chiudendo gli occhi saprete che quella sarà una lunga, lunga domenica...

Se, malcapitatamente, doveste cadere in uno o più di questi errori correte subito ai ripari: avvertite le sanguisughe. Minacciate e non promettete loro niente.
Se non dormi nel tuo lettino niente televisione per una settimana NON Se dormi nel tuo lettino ti compro il cane. Perché sembra che loro non memorizzino ma, ricordate, la memoria l'han presa dal babbo...

Oh. Poi non dite che non vi avevo avvertito.

giovedì 16 gennaio 2014

COME SI GUARDA LA TV IN CASA NOSTRA

PREMESSA: La televisione a casa nostra si guarda poco. 
Non perché siamo dei genitori modello. 
Non perché stimoliamo i nostri bambini a leggere un bel libro piuttosto che imbambolarsi davanti allo schermo. 
Non perché riteniamo la TV un mostro che li fa crescere disorientati, asociali e turbati. 
Non di sicuro perché non ci piace. 
Semplicemente perché in casa nostra non è possibile vedere un film per intero, senza interruzioni. 

Per quel che mi riguarda, sono sempre stata appassionata: mi piacciono tutti generi. Amore, guerra, fantasy, commedie e drammoni. Addirittura ho quasi rischiato di laurearmi in Storia del cinema di Fantascienza. Penso di sapere a memoria le battute fondamentali dei capisaldi della cinematografia mondiale: da Harry ti presento Sally, a Quattro matrimoni e un funerale a Love Actually. Ma non manca all'appello BLade Runner, L'esercito delle 12 scimmie e chi più ne ha più ne metta. Se un film mi piace sono capace di guardarlo e riguardarlo anche 10 volte e di prendermi una sbandata per il protagonista.
Ma quando sono andata a vivere con quello che sarebbe diventato mio marito, per cui la tv è sempre stata poco più di un ingombrante suppellettile (o ciapa puer come avrebbe detto la mia nonna), ho cambiato abitudini impiegando il mio tempo libero in consuetudini ben più nobili come la lettura, senza abbandonare però la mia passione per la pellicola che ogni tanto fa capolino rivelando la sua astinenza.

ARGOMENTAZIONE: Dicevo, la tv in casa nostra si guarda poco. O meglio si riesce a guardare poco. Si accende la mattina per guardare le notizie dal Televideo per poi venire sequestrata dai bambini che si fanno la dose quotidiana di Pinguini di Madagascar mentre fanno colazione. Poi la sera, per non guardare i troiai che passano i palinsesti, si è deciso all'unanimità (mia e di mio marito) di guardare un film scaricato illegalmente.
Inizialmente gli accordi, perché noi siamo una famiglia molto democratica, era che si sarebbe deciso una volta cadauno un film da guardare. Dopo aver visto per due volte di seguito Iroman (quello che spara e salva tutti poi sembra morto e invece poi è sempre vivo), disposto da Pietro abbiamo definito in maniera insindacabile che potevano deliberare solo quelli dai 5 anni in su. Con diritto di rifiuto di quelli dai 35 in su.

Il cinquenne (ora seienne) riesce ad estorcere quasi sempre agli adulti il giorno di scelta. Il treenne (ora quattrenne), infatti, avendo perso ogni diritto decisionale fino alla maggiore età, si è alleato con il fratello. Quindi non so se per disinteresse rispetto al film prescelto (o Iroman quello che spara e salva tutti poi sembra morto e invece poi è sempre vivo o niente) o se per affetto e ammirazione nei confronti del primogenito, vedere un film scelto dai vecchi è diventato impossibile. 
A casa nostra, quando la visione prevede un film scelto da noi, funziona più o meno così: tutti a tavola, buon appetito piatto pulito, play, volume medio, zitti, zitti che inizia il film
Già al passaggio della casa di produzione del film iniziano le domande ma cos'è? ma è in bianco e nero? ma è piccante? ma c'è qualche budina? babbo, ma che palline però...che film brutti!
Appena inserito il terzo o il quarto boccone in bocca (più o meno verso il finale dei titoli di testa) inizia il chiacchiericcio di fondo che aumenta man mano che il film procede incrementando nei momenti clou della pellicola. Il chiacchiericcio varia a seconda delle serate: Jacopo (che normalmente alla domanda com'è andata oggi a scuola risponde bene e alla successiva Cosa avete fatto? risponde niente) trova qualcosa di importantissimo da raccontare sulla sua giornata scolastica che se non la racconta proprio in quel momento potrebbe non poterla raccontare più. O Pietro che deve far correre quella moto che ha trovato nell'ovino Kinder proprio sul tavolo facendo tutti i rumori che spettano ad una Harley Davidson. Oppure, alternativa che i miei nani utilizzano per disturbare la visione è: Mamma, interrompi un attimo...posso prendere una caramella...una, una, una? Dove la butto la carta? Mamma blocca, Pietro vieni con me, cacca! Babbo, voglio il gelato, babbo voglio la mortadella tonda, babbo acquaperfavore!!! 
FATTOOOOOO! (Pietro ha fatto la cacca, blocca, lavaggio, riparti).

Quando il film piace ai grandi si interrompe proseguendo la visione in sala una volta messi a letto i ragazzi. Più facilmente siamo costretti a pupparci nell'ordine (e l'ordine segue le passioni del seienne) tutti i film degli squali, dei dinosauri, degli squali combinati con i dinosauri, tutti i cartoni animati da Walt Disney alla Dreamworks con particolare interesse alle pellicole dove hanno fatto un cammeo le bestie suddette. Passando poi dalla Famiglia Addams a tutti i supereroi (escluso Ironman quello che spara e salva tutti poi....).
Chiaramente, quando si guarda qualcosa di loro interesse non deve volare una mosca, non si apre il frigo perché fa troppo rumore, non si può passare davanti alla tv a meno che non si riesca a transitare velocissimi di modo che i bambini non si perdano un solo fotogramma. 

Per fortuna ultimamente l'attenzione di Jacopo si è spostata su argomenti più interessanti (almeno per me!) passando alla mitologia greca per approdare ai cavalieri e affini. 
In ogni caso guardare con lui Il Gladiatore non è stata propriamente una passeggiata. 
Divano, copertina, Jacopo da una parte e Pietro dall'altra, thé in tazza: pronti, partenza via. 
Ma lui muore? Parte Pietro. Si alla fine. Ma muore contento. Guarda il film...
Ma lui chi è? continua Jacopo. E' Massimo, il gladiatore! rispondo. 
Ma non è vestito da gladiatore! 
Porta pazienza Jacopo, ora si veste da gladiatore! Siamo appena all'inizio...
E via così: Ma i leoni? 
No ci sono le tigri 
Ma questi sono cattivi? Ma l'imperatore muore? E chi lo ammazza? E come? 
300 poi è stato, se possibile, ancora peggio: Ma chi sono i buoni? Chi i cattivi? Ma sono esistiti davvero? Anche il mostro? Mamma lo blocchi che mi scappa la pipì?

Ma da ogni flagello qualcosa di buono esce sempre, a voler cercare il lato positivo: io mi sono rifatta un po' gli occhi alla vista di tutti quegli addominali favolosi messi in mostra. A mio marito è servito come stimolo per utilizzare al meglio l'AB Slide che gli ho regalato al compleanno: la sua autostima sale quando, facendo vedere il suo fisico spartano, il resto della famiglia osserva stupefatta la tartaruga! A Jacopo è servito per imparare come si scrive 300 e a Pietro come distruggere la casa con la scusa che stavano giocando agli Spartani.

CONCLUSIONI: I bambini, almeno i miei, quando gli prende un grillo diventa difficile pensare e parlar d'altro quindi è facile entrare in casa e vedere schiere di PlayMobil armati e bardati per iniziare la battaglia, o cavalieri di piombo sulle librerie pronti ad assaltare chiunque voglia prendere un libro.



Chiacchierando i discorsi sono passati dai cavalieri ai soldati ai partigiani...Mio nonno sai era un partigiano...vieni ti faccio sentire Bella Ciao.
Alla fine io e mio marito abbiamo pensato che il prossimo passaggio, per iniziare i bambini ad una coscienza politica, sarà fargli vedere 900. Jacopo mi sembra pronto. Pietro solo Dio lo sa: mal che vada andrà a raccontare alla maestra Luisa che suo babbo l'ha preso in collo e l'ha fatto girare facendogli sanguinare la testa.*



*Pietro è solito raccontare alle maestre che noi lo torturiamo cercando di farlo fuori. Una tra tutte (vista scritta dalla maestra dietro ad un disegno) Ieri sono andato al mare, ho mangiato il pesce con gli spinaci poi il babbo mi ha dato uno schiaffo perchè la mamma voleva fogarmi.



martedì 7 gennaio 2014

TEST: CHE TIPO DI MAMMA E DI COMPAGNA SEI!

  • Tuo figlio, dopo aver ricevuto tra Natale e Befana, giochi a non finire, ti chiede come se fosse una questione di vita o di morte, l'unico gioco che non ha. Tu cosa fai?

a. Gli spieghi col sorriso che potrà chiederlo a Babbo Natale l'anno prossimo, tanto sai che tra un mese gli sarà già partito un altro treno e prima che sia il prossimo Natale si sarà già dimenticato del gioco in questione.

b. Scendi e glielo compri immediatamente, pur di non sentirlo lagnare.

c. Gli dici che se lui ti regala Batman di ciccia (quello della trilogia di Nolan, non altri) tu sei anche disposta a comprargli il Power Ranger verde che si trasforma il Megazord. Se no non c'è storia. Non può sempre averla vinta lui!

  • Appena riesci ad arrivare in bagno, pensando che finalmente avrai l'unico momento di privacy della tua giornata, uno o più dei tuoi figli inizia a bussare gridando che gli scappa la pipì forte, che non resiste e se non apri se la farà addosso. Tu cosa fai?

a. Molli quello che stavi facendo, gli apri serenamente e gli permetti di fare la pipì spiegandogli che non si deve aspettare di avere la vescica piena perché fa male al corpo. Col sorriso asciughi la gocciolina di pipì che regolarmente viene lasciata sull'asse che regolarmente non viene tirato su.

b. Finisci di fare in fretta quello che stavi facendo tanto immaginavi quello che sarebbe successo e ti sei organizzata in modo da fare tutto in quel minimo di tempo da quando hai detto Vado in bagno a quando il/i bambino/o ha iniziato a bussare.

c. Ecchecazz, pensi Ma possibile che tutte le volte che ci sono io dovete venire a bussare? urli. Nel frattempo ti tiri su le mutande, posi lo spazzolino sul lavandino e lo guardi cadere mentre il dentifricio si spalma sulle piastrelle del pavimento. Gli permetti di fare la pipì guardandolo/i in cagnesco, lo/i butti fuori e ti risiedi sul wc bagnandoti le cosce con le goccine che il/i bambino/i ha lasciato sull'asse. Comunque si. Ci si può lavare i denti seduti sul wc.

  • Il tuo compagno nell'intimità ti chiede di metterti quelle scarpe molto sexy che ti rendono molto sensuale... tu?

a. Le hai già messe sotto il letto perché tu sei una mamma perfetta e anche una compagna desiderosa di compiacere il suo partner.

b. ...però tu ti metti la maschera di Ironman...Ma va va va! Fatti furbo che non so neanche dove sono finite quelle scarpe! gli dici. Facciamo in fretta che voglio finire di vedere la puntata di Amici...

c. Vai a prendere le scarpe, te le metti e cercando di fare passi erotici arranchi fino alla camera. Ti butti sul materasso sperando che il tuo partner non si accorga che sei inciampata nello scendiletto e gli dici con voce lussuriosa accarezzandoti la caviglia Dicevi queste?

  • Devi urgentemente fare una visita dalla ginecologa e non hai nessuno che ti guardi il/i bambino/i. Cosa fai?

a. Spieghi loro che oggi farete una cosa bellissima insieme. Andrete dalla dottoressa che fa nascere i bambini e scoprirete che cosa sorprendente è il corpo umano e, meraviglia delle meraviglie, non lo scoprirete sui libri, ma dal vivo!!!

b. Te li porti dietro ma li lasci fuori dallo studio, nella sala d'attesa con la valigia di giochi che ti sei trascinata dietro sperando che qualche paziente si impietosisca e te li tenga d'occhio di modo che a nessuno venga in mente di rubare loro la pelliccia della Barbie o le munizioni dell'arma di Max Steel.

c. Te li porti dietro e li fai anche entrare perché non ti fidi a lasciarli fuori. Speri che la dottoressa dia loro qualcosa da fare e che loro non diano il peggio di loro stessi. E ti ritrovi imbarazzata con le gambe aperte, il medico che ti visita e i tuoi figli che guardano da dove sono usciti facendo domande intelligenti al luminare. 

  • Sono finite le feste di Natale, hai messo su qualche kg di troppo e il tuo compagno inizia a fare apprezzamenti sulle altre mamme. Tu come ti comporti?
a. Hai già iniziato a fare una dieta ferrea dal giorno di S.Stefano, vai dal parrucchiere, dall'estetista e dal massaggiatore di modo da farti rimettere un po' in sesto e farti tornare una giovane moglie e mamma.

b. Te ne sbatti e inizi a mettere da parte i soldi per farti quella 4° che hai sempre sognato e mentre ci sei ti fai tagliare un po' qui un po' là, ti fai tirare un po' qui e un po' là. Che tanto si vive una volta sola e a quel Ferrero Rocher non ci vuoi proprio rinunciare. Nel frattempo, inizi a guardarti intorno che di babbi interessanti ce ne sono. Non molti, ma ci sono...

c. Ti sfianchi in palestra con l'idea che, comunque sia, fa bene alla salute. Ci vai col pensiero che qualcuno messo peggio di te, ci sia. Ci vai forte del concetto che sudando si buttano via le tossine e si bruciano calorie. Perseveri anche quando ti rendi conto che le tue erano solo congetture e insisti che la bilancia della palestra non funziona. Che TUTTE le bilance della palestra non funzionano.

  • Tuo figlio (o uno dei tuoi figli) ti chiede di fargli un fratellino o una sorellina. Tu hai quasi 40 anni. Cosa gli rispondi?
a. Con aria triste rispondi: Ma come? Non vuoi più la mamma tutta per te?

b. Con aria nervosa rispondi: Ma... un cane, no?

c. Sfrutti quello che ti ha risposto tuo marito, una volta che gli hai posto la stessa domanda: Se il numero di componenti della nostra famiglia deve cambiare è solo perché se ne vende uno.

  • Siete in vacanza in albergo. Pensione completa. Tuo figlio/i ha perso immediatamente le buone abitudini: non vuole mangiare e non vuole stare a tavola. Tu che fai?

a. Lo imbocchi porgendogli bocconcini piccoli piccoli come quando aveva 1 anno e mezzo. Tra pochi anni, non potrai più farlo e rimpiangerai questi momenti. Te ne freghi di chi ti guarda basito vedendoti imboccare un ragazzone di 16 anni.

b. Lo piazzi davanti al Tablet con Peppa Pig o Leone Cane Fifone sperando che assuma quell'aria intelligente con la bocca semiaperta così che tu lo possa ingozzare. Se non hai il tablet, lasci che se la cavi da solo parcheggiandolo con l'animatrice. Quando avrà fame, si procaccerà da solo qualcosa di commestibile. Insomma, lavori tutto l'anno: hai bisogno anche tu di un po' di riposo.

c. Lo minacci prima dicendogli Sprechi tutte queste cose che il cuoco ha cucinato per te oppure Ah...se ti vedesse la maestra... poi arrivi a Se non stai composto ti spezzo le gambine e poi, visto che non ha funzionato la terapia d'urto, fai scivolare due fette di pane e una pesca nella borsa pensando che forse mangerà a merenda...



PREVALENZA RISPOSTE A: 
Sei una mamma tranquilla ed equilibrata e una compagna serena. I tuoi figli e il tuo partner sono fortunati. Hai tutto sotto controllo, non ti sfugge niente: sei sempre previdente e hai la risposta ancora prima che ti sia fatta la domanda. Per la tua famiglia sei perfetta. Per le altre sei una stronza maniaca.
CONSIGLIO: Molla quell'aria da una che ha ingoiato una scopa...non ci sono mamme perfette né compagne esemplari. Una volta assodato, la tua vita sarà più semplice!

PREVALENZA RISPOSTE B:
Sei una mamma organizzata ma troppo sbrigativa: a volte i tuoi figli avrebbero bisogno di più attenzioni da parte tua e il tuo partner che ti mettessi ogni tanto quelle scarpe tacco 12 così sexy...
CONSIGLIO: Cerca di essere più presente con i figli e più morbida con il tuo partner, darai senz'altro una svolta alla tua vita!

PREVALENZA RISPOSTE C:
Sei un disastro. I tuoi figli ti amano solo perchè hanno animi compassionevoli che hanno preso dal babbo e capiscono che ce la metti tutta ma che non riesci a combinare niente di buono. Il tuo partner ti tiene in casa perché sai fare un ottimo roastbeef e poco altro e perché ora il suo tempo è impegnato a studiare. Ma ti ha già minacciato che tra breve dovrete discutere di alcune cose. 
CONSIGLIO: trovati presto un rifugio alternativo!


Ivana, preparami il divano letto...

venerdì 27 dicembre 2013

10 CONSIGLI PER PASSARE UN SERENO NATALE

1° NON SORVEGLIATE i bambini affinché rimangano in buona salute perché tanto ritirerete da scuola il piccolo o il grande con il vomito e/o la sciolta due giorni prima delle festività. In tempo perché l'untore lo trasmetta comodamente a tutto il resto della famiglia.
2° Premessa: Quando ero bambina, i regali di Natale si aprivano alla vigilia. Si faceva la cena con gli zii, i cugini, i nonni e poi arrivati in prossimità della mezzanotte si sparecchiava, i regali venivano distribuiti davanti al proprio posto, si faceva il conto alla rovescia e si scatenava l'inferno. Per alcuni minuti si vedevano palle di carta, nastri, biglietti e stelline volare per la stanza. Non si capiva più chi aveva regalato cosa. Il tutto durava fino a mezzanotte e cinque.
Per evitare questo da qualche anno a questa parte la famiglia Battisti ha adottato il sistema "battitura del ceppo" che si usa in alcune zone della Toscana. Funziona così: si benda colui che deve aprire i regalo, gli si dà in mano qualcosa tipo un mestolo, lo si mette davanti ad un ceppo di legno e lo si fa battere mentre qualcun altro recita una filastrocca che fa rima con il regalo che gli è stato fatto. Dopo varie battiture, si mette il regalo sul ceppo che finalmente potrà essere scartato. Il 2° consiglio va da sé. NON BENDATE mai un 6enne ed un 4enne, NON METTETE loro in mano qualsiasi cosa che assomigli ad un mestolo e sopratutto, se doveste adottare questo sistema, NON FATE MAI regali comuni, perché in questo caso i pericoli pubblici sono due insieme. Spiegate bene ai bambini che non si tratta della pentolaccia e che quindi i colpi devono essere rivolti al ceppo e non ai vetri delle finestre, alle teste dei componenti della famiglia o ai lampadari.
3° Il ceppo va insultato. Un esempio: Ceppo, ceppo maledetto dammi qualcosa per andare a letto (se si è regalato un pigiama) oppure Ceppo, ceppo tu vada alla fossa, dammi subito una manciata di ossa (se si è regalato lo scheletro di un dinosauro)
Quindi NON METTETE MAI, dico mai, VOSTRO MARITO a formulare le filastrocche perché appena guarderete la rabbia con cui le dichiara saprete che gli insulti non sono rivolti al ceppo ma sono quelli che lui si è tenuto dentro tutto l'anno e che, da bravo gentiluomo, ha risparmiato per la vigilia di Natale. Non sarà il pezzo di legno che lui guarderà con odio, ma sarà la vostra testa che immaginerà sopra il ceppo. Vi renderete conto che questa tradizione non è stata riproposta per far godere di più lo spacchettamento ai bambini ma per farvi rendere conto della situazione prima dell'arrivo della lettera dell'avvocato.
4° NON DATE MAI CREDITO alle lamentele dei bambini babbo, mamma, dai montiamo i regali! perché i bambini vogliono montarli tutti insieme. Quindi se volete evitare che il dinosauro porti senza troppa disinvoltura i piedi di Iron Man, che dentro la cassaforte del galeone dei PlayMobil ci sia la testa di Max Steel e che dal povero Mario dell'Allegro Chirurgo dobbiate estrarre uno sperone vestigiale del T-Rex, non avete che da seguire il consiglio.
5° PENSATE SEMPRE ALLE CONSEGUENZE dei regali che fate ai bambini. Se, per esempio, mio marito avesse ponderato meglio l'effetto che avrebbe avuto su di lui il regalare ai bambini l'armatura spartana con tanto di elmo, scudo e spade non si sarebbe trovato a fare il gigante ciclope dopo il pranzo di Natale.
6° RISPARMIATEVI LA SECCATURA DI FARE FINTA DI NON SENTIRE, quando aprite il regalo di vostro marito, tanto troverà lo stesso il modo di dirvi quanto ha speso. A costo di farvi trovare lo scontrino sul cuscino con la scusa che se lo vuoi cambiare, lo puoi fare senza problemi!
NON REGALATE MAI a vostro marito un completo che include una sciarpina molto cool, sofisticata, quasi chic. Vi cascheranno anche le mutande nell'osservare che se la sistema ad uso velo da suora, passando poi allo stile pareo prima di dire Mi sa che questa te la metti tu...non mi ci sento. Non ci sono abituato. Cosa che vi siete sentite dire anche appena usciti dalla chiesa, il giorno del vostro matrimonio a proposito della fede nuziale.
8° NON FATE MAI UN PRANZO DI NATALE a casa del familiare che ha lavorato una vita come cuoco. Inizierete a prendere peso solo annusando gli odori. Sarete obbligati a servirvi due volte di tutto perché il cuoco avrà cucinato come minimo per il doppio delle persone, avendo sempre paura che il cibo non basti. Al secondo inizierà a calarvi la palpebra ma sarete costretti ad arrivare fino al panettone per poi impersonare il ciclope per gran parte del pomeriggio.
9° NON METTETE MAI VICINE DUE PERSONE CHE HANNO SUPERATO I 70 perché una volta esauriti gli argomenti del meno male che ci sono i bambini, il Natale si vive meglio quando ci sono loro, se non ci fossero bisognerebbe inventarli...si metteranno a parlare dei morti. Elencheranno tutti quelli che si ricordano tentando di individuare l'anno in cui è avvenuta la dipartita, il motivo e chi li ha pianti per poi passare a parlare delle malattie. Le loro e tutte quelle dell'universo conosciuto.
10° NON METTETE MAI A CONFRONTO UN MARITO TIPO IL MIO CON UN PADRE TIPO IL MIO: ne nascerà una discussione lunga come la quaresima, che riprenderà le redini di tutte le discussioni fatte in passato e in cui farete in tempo a lavarvi e lavare i denti ai bambini, mettervi e mettere a letto i suddetti. Ognuno dei due cercherà di spiegare la propria posizione urlando sempre di più (per non farvi perdere niente anche dalla stanza da letto) senza arrivare a niente. 

Per quello che mi riguarda, passato finalmente il Natale, mi resta un guardaroba nuovo e questa splendida, chiccosissima, fiammante macchina del caffè.

martedì 17 dicembre 2013

CONSIDERAZIONI INTORNO AL GRADINO

Sono più vicina ai 40 che ai 30, si avvicina Natale e io sono ingrassata preventivamente per non dare tutta la colpa al panettone. Con la scusa trascino la mia amica I. a fare la prima lezione di Step approfittando delle due ore che abbiamo a disposizione quando i nostri bambini giocano a calcio.
Lei mi chiede se ce la può fare, è tanto che è ferma, si vergogna di farsi vedere in tuta, che ha preso peso. Io rispondo che Ma certo che ce la puoi fare, ad altre lezioni ho visto gente di 60 anni che se ne sbatte di andare a ritmo, fa movimento, suda e questo gli basta. E poi, dall'altro della mia esperienza, le dico Guarda, anch'io la prima volta che ho fatto un corso, mi sono trovata in difficoltà, nonostante 14 anni di danza. Poi poco per volta, ho imparato i termini, i movimenti, e ora vado come un treno.

Insomma, entriamo in sala. Mi guardo allo specchio e mi vedo certi fianchi a pera nonostante diete e palestra. La mia amica, invece è uno schianto in tuta. Mentre aspettiamo osservo davanti a me: c'è un signore che ha, ad occhio e croce, 50 anni con una bandana in testa, pantaloncini corti e scarpe da ginnastica. Ha certe gambe secche che sembra che abbiano buttato un po' di carne su un mucchietto d'ossa. Mentre l'insegnante sceglie il pezzo, balla senza musica tutto convinto, agitando i pugni stile discoteca. Le ragazze della prima fila, ridono ma non di lui. Si conoscono. Sono già un gruppo. Dietro c'è una signora, poco più vecchia di noi con due chiappe che fanno provincia che chiacchiera con un'altra donna vestita e truccata come una soubrette del Bagaglino. Mi dico, è un po' che non faccio corsi, ma non mi sarò dimenticata proprio tutto...Intanto guardo la mia amica che sembra spaesata: le lancio un'occhiata come per dire Tranqui! Vedi che c'è di tutto? Siamo in ultima fila, se ti stanchi fermati (no, dico, fermaTI come se non avessi neanche preso in considerazione di non farcela), nessuno ti corre dietro.
Nel frattempo attacca il pezzo. UNZ, UNZ, UNZ, UNZ...
L'insegnante, un omone enorme che ricorda vagamente Frankie HI Energy (che sembra aver bisogno di un argano a motore per muovere una massa così), inizia... BASE
Questo lo so. Me lo ricordo. La base è il sali scendi dallo step a ritmo di musica. Si battono anche le mani. Ce la posso fare.
Guardo la mia amica con sorriso energico per trasmetterle sicurezza. Lei non mi guarda perchè è impegnata ad osservare come si muove Luigi, l'insegnante.
Luigi, mentre noi continuiamo con la base fa vedere il ciclo di lavoro successivo. Che in genere sono 4 battute. Lui ne fa vedere 8. 
Io navigo già in un bagno di sudore. Ne aggiunge altri 4, poi si impietosisce e ce le fa rivedere. Le prime 8 poi le altre 4. E io non c'ho capito una mazza neanche la seconda volta. Mi dico Provo a farlo, piano piano capirò la sequenza. No, perchè ne aggiunge altre 8. Con il giro sullo step. Le ragazze in prima fila vanno senza sbagliare neanche un tocco, come fossero ballerine della scala. Il 50enne con la bandana sembra rasentare l'infarto ma va avanti imperterrito, ogni tanto ha anche la forza di incitare gli altri con urla invasate tipo i 300 di Sparta. Io e la mia amica rimaniamo ferme sullo step a cercare di capire da dove possiamo riprendere. Sequenza - base - sequenza - base e poi tutto da capo senza fermarsi. Fin'ora sono riuscita solo a fare la base. Sta finendo la musica, Luigi viene verso di noi, ci domanda se è la prima volta. I. risponde di si. Io dico no, ma con lui si, è la prima volta. Dice con aria rassicurante Non vi arrendete, continuate, fate quello che riuscite e se non ce la fate, fermatevi. E poi va a cambiare musica. Si, l'ho detto anch'io, ma il problema qui non è fare quello che si riesce, è non riuscire a fare niente! Penso che il problema non sia il fiato, ma che lui vada molto più veloce nei movimenti di quanto il mio cervello riesca a percepirli. La mia amica approfitta della distrazione di Luigi per squagliarsela, io rimango. Ormai è una questione di principio. Mentre mi rifocillo, guardo gli altri che non danno segni di cedimento. UNZ, UNZ, UNZ, UNZ...Ovvia, si ricomincia. Base, V, giro a destra sullo step, base, base, giro a cavallo dello step a destra, salto, base, mani, salto sullo step, V, marcia. Oddio. Chiamate il 118. La donna con le chiappone si muove agile come se la sua massa non le pesasse affatto, io con queste culo secco riesco solo a fare i movimenti (e neanche tutti) 10 secondi dopo gli altri. La soubrette con la sua fascia fucsia riesce anche a sorridere. Si vede che lei è una professionista dello step: nonostante il sudore ha il trucco intatto. Una primina del gradino come me (ma più giovane), si siede disperata, un'altra esce fischiettando. La prima fila non ha neanche il fiatone, io sono in piedi sullo step con le mani appoggiate alle ginocchia cercando di non morire e tirandomi pizzicotti ai polpacci per capire se sento ancora le gambe. Guardo la mia amica che corre sul tapis roulant, lei mi ricambia sorridendo come dire Vedi? Sei stata punita! e io penso che con tutta probabilità se trovassi Luigi nel parcheggio lo metterei sotto con la macchina. Poi lui viene verso di me e mi dice la frase storica della lezione Tu oggi non ti sei arresa, tu oggi hai vinto! Mentre annuisco penso che è una fortuna che Luigi abbia un altro corso l'ora dopo, perchè ora ho la certezza che se potessi, lo ucciderei. Riparte l'ultima sessione della lezione  UNZ, UNZ, UNZ, UNZ... altro giro altro regalo. Stavolta c'è il finale di cui non solo non riesco a fare le sequenze ma non riesco neanche a vederle talmente sono veloci. Ci provo: devo ricordarmi di respirare, non devo sbagliare lato se no vado a sbattere contro la chiappona. La tizia primina mi guarda in trance e mi accorgo di essere ferma, bocca aperta, con una espressione mista tra l'ammirazione per il corpo di ballo e lo shock. Mancano 10 minuti alla fine della lezione, rimetto a posto lo step, saluto Luigi pensando Quando esci di qui guardati alle spalle. Lui, continuando a muoversi intorno e sopra il gradino, mi alza il pollice. Io gli alzerei il medio ma non lo faccio per educazione.
Uscita dalla sala trovo una tizia che ha attaccato bottone con la mia amica e sta cantando lodi sperticate all'insegnante e nel frattempo ci dice come non dobbiamo arrenderci, di continuare, di tornare. Io le dico E' frustrante, lei mi dice Se vieni a tutte le lezioni ti do tempo 3 mesi e vedrai che riuscirai a stargli dietro. Io penso 3 MESI? No, dico, ma parli sul serio? Tu vuoi vedermi morta? Ho quasi 40 anni!
Insomma, Step non è il mio corso. O almeno non con Luigi. Il gradino a casa ce l'ho, ho quattro rampe di scale. Quando tornerò a sentire le mie gambe e riuscirò ad alzarmi da questa sedia, proverò la Zumba.

Concludo con 3 considerazioni che posso fare con cognizione di causa:

  • L'età non è fisica ma mentale e io, ora come ora, mi sento un' 80enne. 
  • Gli specchi delle palestre ingrassano: più lontano stai, più allargano.
  • Se avrò un altro figlio maschio non lo chiamerò Luigi.
























giovedì 12 dicembre 2013

C'ERA UNA VOLTA...

"A mille ce n'è nel mio cuore di fiabe da narrar (da narrar),
venite con me nel mio mondo fatato per sognar (per sognar),
non serve l'ombrello il cappottino rosso, la cartella bella per venir con me,
basta un po' di fantasia e di bontà...e di bontà..."


C'era una volta, bambini, un bellissimo principe di nome Lucas dal fisico scultoreo e gli occhi color nocciola. Arguto, intelligente, molto molto colto, garbato e generoso, questo principe dalla portentosa memoria, amava scrivere novelle, molto belle in verità... qualcuno vociferava addirittura che fosse uno scrittore rilegato e citato. La sua vita procedeva serena a corte ma al principe mancava qualcosa.
Un giorno, passeggiando per le strade del suo paese, intravide una ragazza molto attraente (pur non portando tacchi alti) e di rara bellezza. La fanciulla aveva degli incantevoli occhi verdi, un corpo armonioso (a giudicare a prima vista poteva avere un 90 - 60 - 90 ma non prendetelo per certo), movimenti aggraziati e degli splendidi e lunghi capelli neri. Non era granché perspicace ma d'altra parte non potevano farla bella e intelligente (Almeno una delle due, però... soleva burlarla lui, non appena presa un po' di confidenza).
Insomma, il principe Lucas s'innamorò perdutamente e fece di tutto per conquistare la bella (e procace) fanciulla che, scoprì in seguito, si chiamava Raphaelle: le scrisse lunghissime lettere d'amore piene di romanticismo, in cui le riportava poesie di scrittori d'Oltralpe (lei non le capiva ma annuiva con aria sognante, mentre lui gliele leggeva) e gliene scriveva di suo pugno. La ragazza (seducente e fascinosa), non potette resistere a cotanta perseveranza, s'infiammò per il suo principe e gli concedette la mano anche se lui non gliel'aveva chiesta. 
Si sposarono tra grandi sfarzi e vissero felici e contenti nel loro castello di 4 vani più bagno. Lei gli fu fedele e devota, stregata dalle sue dolci parole gli fu amante appassionata. Fecero anche due figlioli di nome Giacopus e Peter, amorevoli, educati, intelligenti...No. Quelli erano Hansel e Gretel. Comunque erano bellissimi, avendo come genitrice l'incantevole Raphaelle.

Finché, bambini, un giorno successe una cosa imprevedibile: forse a seguito di grosse preoccupazioni, il principe perse la sua portentosa memoria e si dimenticò di tutti gli ardenti sentimenti che la moglie (sempre graziosa, d'altra parte...sembrava rifiorire pur con il passare degli anni) provava. Addirittura, pensate, insinuò che la bella moglie l'avesse tradito con il menestrello di corte, tale Bobo Rondellis. Lei gli disse in tutta onestà che non era mai successo niente con lui. Mi garberebbe vederti se te lo trovassi nel letto! alluse lui Non lo caccerei di certo, poverino! disse lei, garbata D'altra parte si è dormito tante volte con due figlioli e stringendosi un po' in tre ci si può stare! affermò Ma veroiddio, non lo toccherei neanche con un bastone! garantì risoluta facendo giurin giurello. Lui, non convinto, continuò a insinuare che lei non lo amava più, anzi forse non l'aveva mai amato!
Raphaelle non si afflisse e armatasi della sua riconosciuta serenità e del suo proverbiale ottimismo, decise che se in gioventù era stato il suo principe ad incantarla, ora toccava a lei riconquistare Lucas. Pensò, meditò a lungo poi trovò un'idea: fece stampare una gigantografia con i loro visi innamorati, la incartò e l'appese sopra il letto (assicurandosi prima che il menestrello di cui sopra, non riposasse tra le coltri). La reazione non si fece attendere ma purtroppo non fu quella che la leggiadra Raphaelle si aspettava: dopo qualche ora il principe trafelato e terrorizzato declamò rivolto alla moglie L'hai appeso tu quell'affare impacchettato sopra il letto? Se non l'hai appeso tu io esco, chiudo casa e butto le chiavi! Oddio...i fantasmi sono venuti a prendermi...
Ma certo! Esclamò la moglie E' un regalo per te! Aprilo e vedrai...
La replica non tardò: Mi inquieta disse lui Preferivo quello che c'era prima...
La venere Raphaelle ci provò nuovamente, raccogliendo tutte le foto che ritraevano la coppia nei loro momenti più felici e raggianti e mostrandole a tutto il paese accompagnate da una canzone che il menestrello aveva scritto appositamente per loro. Ma la risposta del principe non fu soddisfacente: Io sono l'ultima ruota del carro! L'hai fatto per i figlioli, l'hai fatto per i cugini, per le amiche, per il cane, il gatto e lo scoiattolo...Ora non vale più! disse snobbando il gesto.
Neanche questo tentativo era andato a buon fine. La bella moglie non si arrese, però, e intentò un'ultima prova.
Si avvicinava il compleanno del suo bel principe e prendendo spunto da un consiglio che tale Roccus Siffredis, (consulente esperto che il marito ammirava per doti indubbie nascoste e non) aveva dato a un marito deciso a riconquistare la moglie, concluse che avrebbe ribadito davanti al mondo il suo amore per lui.
Scrisse allora di quanto lo amava, di quanto lo stimava, di quanto lo trovava attraente. Gli scrisse che non sapeva come avrebbe fatto a vivere senza di lui, che lui, e ne era sicura, era la sua metà della mela e il suddetto menestrello non era degno neanche di fare la parte del verme (per quanto sarebbe stato un gran bel verme!). Gli scrisse che, se anche non riusciva a dimostrarglielo come lui voleva, lui era il suo pilastro, la sua ancora, il suo canotto di salvataggio. Era il coperchio per la sua pentola, l'olio nuovo sopra il pane caldo, la nota dolce nella canzone più romantica. Era per lei come l'osso per il cane o il cane per la pulce. Lo amava come non aveva mai amato nessuno.

Ti amo disse lei (più forte intimò Roccus)
Ti amo ripetè (più forte, più forte)
TI AMOOOOO! 


- Mamma, come finisce questa storia?
- Non lo so, forse lo scopriremo stasera.
- Ma è la storia vera tua e del babbo?
- Qualcosa di vero c'è!
- Per esempio?
- ...Per esempio che la mamma è bellissima, che le sue misure sono 90-60-90 (anche se non necessariamente in quest'ordine), che è ancora tanto innamorata del babbo, che non sa come ha fatto a meritarsi un compagno così bello, simpatico, dolce e...
- ...Pietro vieni a farmi compagnia in bagno che devo andare a fare la cacca. 


"Finisce così, questa favola breve se ne va (se ne va)
il disco fa click e vedrete tra un po' si fermerà (fermerà)
Ma aspettate e un'altra ne avrete
C'era una volta il cantafiabe dirà, e un'altra favola comincerà"



P.S. Auguri amore mio!

martedì 3 dicembre 2013

AL MIO PICCOLO GRANDE COMBATTENTE

A te che sei stato tanto desiderato dalla tua mamma e dal tuo babbo, che ha pensato Ora finalmente ci si diverte un po', e invece si è divertito poco perché sei arrivato subito...

A te che quando la dott.ssa entrando in camera mi ha detto Complimenti sig.ra, un bambino bellissimo, m'hai fatto aprire le penne come un pavone anche se all'epoca sembravo più un tacchino. Grassa, grigia e con l'unica abilità a fare voli corti e goffi. 

A te che in ospedale non hai mai pianto e hai aspettato di essere messo nell'ovetto (un puffo col viso a luna piena su una poltrona verde pisello) per far sentire la tua voce in tutto il suo furore perché avevi fame. Da lì avrei dovuto capire che avresti comandato tu in famiglia, volente o nolente...

A te che hai aspettato di arrivare a casa e di essere appoggiato sul lettone per fare una cacca lunga, gialla e rumorosa finché tuo babbo non ha detto Per favore portiamolo indietro e prendiamone un altro pulito...

A te che sei stato l'inventore del letto a 2 piazze e 1/2 e non si sa come mai ti lasciavo nel lettino e ti ritrovavo in mezzo a dormire beato con i pugnetti all'insù. E abbiamo avuto da fare per spodestarti e riprenderci il nostro spazio...

A te che per rilassarti mi toccavi i lobi delle orecchie. Sei andato avanti per ore e ore fino a che non me li hai finiti. Ricordo quel periodo con orrore.

A te che mi dai pochi baci e men che meno abbracci ma quando li dai hanno più valore. Che sei combattivo e irritante ma alla fine sei come me: d'altra parte non potevamo farti perfetto. Il fascino l'hai preso da tuo babbo, qualche difetto da me non siamo riusciti a risparmiartelo.

A te che guardi Lo squalo, Sharknado, Jurassik Parck e Sharkopus fingendo coraggio che tanto sai che sono cose finte poi, però, ogni bischerata che ti racconta tuo babbo finisce sempre in un E' vero, mamma?

A te che vuoi sempre primeggiare in tutto e vincere, a te che ricominci una partita quando la vince qualcun altro affermando che Non è valido! cambiando le regole in corsa, a te che ti fai fregare da tuo babbo (che è peggio di te ma si giustifica dicendo che Prima o poi lo deve capire che non può sempre vincere) che ti passa L'Asino come vuole e non c'è bambino che tenga, con lui. Ma poi, all'affermazione Sei peggio di Jacopo, alza le mani e insinua che da lui non hai preso niente, forse solo la bellezza...

A te che senza le tue uscite questo blog non avrebbe senso di esistere.

A te, mio piccolo grande uomo dedico questi pensieri, che quando sarai più grande e scoprirai che ogni cosa che dici o che fai finisce in rete, mi denuncerai facendomi finire in manette. Ma per ora è l'unico modo che ho per dire che ti amo tanto. Auguri amore.