martedì 17 dicembre 2013

CONSIDERAZIONI INTORNO AL GRADINO

Sono più vicina ai 40 che ai 30, si avvicina Natale e io sono ingrassata preventivamente per non dare tutta la colpa al panettone. Con la scusa trascino la mia amica I. a fare la prima lezione di Step approfittando delle due ore che abbiamo a disposizione quando i nostri bambini giocano a calcio.
Lei mi chiede se ce la può fare, è tanto che è ferma, si vergogna di farsi vedere in tuta, che ha preso peso. Io rispondo che Ma certo che ce la puoi fare, ad altre lezioni ho visto gente di 60 anni che se ne sbatte di andare a ritmo, fa movimento, suda e questo gli basta. E poi, dall'altro della mia esperienza, le dico Guarda, anch'io la prima volta che ho fatto un corso, mi sono trovata in difficoltà, nonostante 14 anni di danza. Poi poco per volta, ho imparato i termini, i movimenti, e ora vado come un treno.

Insomma, entriamo in sala. Mi guardo allo specchio e mi vedo certi fianchi a pera nonostante diete e palestra. La mia amica, invece è uno schianto in tuta. Mentre aspettiamo osservo davanti a me: c'è un signore che ha, ad occhio e croce, 50 anni con una bandana in testa, pantaloncini corti e scarpe da ginnastica. Ha certe gambe secche che sembra che abbiano buttato un po' di carne su un mucchietto d'ossa. Mentre l'insegnante sceglie il pezzo, balla senza musica tutto convinto, agitando i pugni stile discoteca. Le ragazze della prima fila, ridono ma non di lui. Si conoscono. Sono già un gruppo. Dietro c'è una signora, poco più vecchia di noi con due chiappe che fanno provincia che chiacchiera con un'altra donna vestita e truccata come una soubrette del Bagaglino. Mi dico, è un po' che non faccio corsi, ma non mi sarò dimenticata proprio tutto...Intanto guardo la mia amica che sembra spaesata: le lancio un'occhiata come per dire Tranqui! Vedi che c'è di tutto? Siamo in ultima fila, se ti stanchi fermati (no, dico, fermaTI come se non avessi neanche preso in considerazione di non farcela), nessuno ti corre dietro.
Nel frattempo attacca il pezzo. UNZ, UNZ, UNZ, UNZ...
L'insegnante, un omone enorme che ricorda vagamente Frankie HI Energy (che sembra aver bisogno di un argano a motore per muovere una massa così), inizia... BASE
Questo lo so. Me lo ricordo. La base è il sali scendi dallo step a ritmo di musica. Si battono anche le mani. Ce la posso fare.
Guardo la mia amica con sorriso energico per trasmetterle sicurezza. Lei non mi guarda perchè è impegnata ad osservare come si muove Luigi, l'insegnante.
Luigi, mentre noi continuiamo con la base fa vedere il ciclo di lavoro successivo. Che in genere sono 4 battute. Lui ne fa vedere 8. 
Io navigo già in un bagno di sudore. Ne aggiunge altri 4, poi si impietosisce e ce le fa rivedere. Le prime 8 poi le altre 4. E io non c'ho capito una mazza neanche la seconda volta. Mi dico Provo a farlo, piano piano capirò la sequenza. No, perchè ne aggiunge altre 8. Con il giro sullo step. Le ragazze in prima fila vanno senza sbagliare neanche un tocco, come fossero ballerine della scala. Il 50enne con la bandana sembra rasentare l'infarto ma va avanti imperterrito, ogni tanto ha anche la forza di incitare gli altri con urla invasate tipo i 300 di Sparta. Io e la mia amica rimaniamo ferme sullo step a cercare di capire da dove possiamo riprendere. Sequenza - base - sequenza - base e poi tutto da capo senza fermarsi. Fin'ora sono riuscita solo a fare la base. Sta finendo la musica, Luigi viene verso di noi, ci domanda se è la prima volta. I. risponde di si. Io dico no, ma con lui si, è la prima volta. Dice con aria rassicurante Non vi arrendete, continuate, fate quello che riuscite e se non ce la fate, fermatevi. E poi va a cambiare musica. Si, l'ho detto anch'io, ma il problema qui non è fare quello che si riesce, è non riuscire a fare niente! Penso che il problema non sia il fiato, ma che lui vada molto più veloce nei movimenti di quanto il mio cervello riesca a percepirli. La mia amica approfitta della distrazione di Luigi per squagliarsela, io rimango. Ormai è una questione di principio. Mentre mi rifocillo, guardo gli altri che non danno segni di cedimento. UNZ, UNZ, UNZ, UNZ...Ovvia, si ricomincia. Base, V, giro a destra sullo step, base, base, giro a cavallo dello step a destra, salto, base, mani, salto sullo step, V, marcia. Oddio. Chiamate il 118. La donna con le chiappone si muove agile come se la sua massa non le pesasse affatto, io con queste culo secco riesco solo a fare i movimenti (e neanche tutti) 10 secondi dopo gli altri. La soubrette con la sua fascia fucsia riesce anche a sorridere. Si vede che lei è una professionista dello step: nonostante il sudore ha il trucco intatto. Una primina del gradino come me (ma più giovane), si siede disperata, un'altra esce fischiettando. La prima fila non ha neanche il fiatone, io sono in piedi sullo step con le mani appoggiate alle ginocchia cercando di non morire e tirandomi pizzicotti ai polpacci per capire se sento ancora le gambe. Guardo la mia amica che corre sul tapis roulant, lei mi ricambia sorridendo come dire Vedi? Sei stata punita! e io penso che con tutta probabilità se trovassi Luigi nel parcheggio lo metterei sotto con la macchina. Poi lui viene verso di me e mi dice la frase storica della lezione Tu oggi non ti sei arresa, tu oggi hai vinto! Mentre annuisco penso che è una fortuna che Luigi abbia un altro corso l'ora dopo, perchè ora ho la certezza che se potessi, lo ucciderei. Riparte l'ultima sessione della lezione  UNZ, UNZ, UNZ, UNZ... altro giro altro regalo. Stavolta c'è il finale di cui non solo non riesco a fare le sequenze ma non riesco neanche a vederle talmente sono veloci. Ci provo: devo ricordarmi di respirare, non devo sbagliare lato se no vado a sbattere contro la chiappona. La tizia primina mi guarda in trance e mi accorgo di essere ferma, bocca aperta, con una espressione mista tra l'ammirazione per il corpo di ballo e lo shock. Mancano 10 minuti alla fine della lezione, rimetto a posto lo step, saluto Luigi pensando Quando esci di qui guardati alle spalle. Lui, continuando a muoversi intorno e sopra il gradino, mi alza il pollice. Io gli alzerei il medio ma non lo faccio per educazione.
Uscita dalla sala trovo una tizia che ha attaccato bottone con la mia amica e sta cantando lodi sperticate all'insegnante e nel frattempo ci dice come non dobbiamo arrenderci, di continuare, di tornare. Io le dico E' frustrante, lei mi dice Se vieni a tutte le lezioni ti do tempo 3 mesi e vedrai che riuscirai a stargli dietro. Io penso 3 MESI? No, dico, ma parli sul serio? Tu vuoi vedermi morta? Ho quasi 40 anni!
Insomma, Step non è il mio corso. O almeno non con Luigi. Il gradino a casa ce l'ho, ho quattro rampe di scale. Quando tornerò a sentire le mie gambe e riuscirò ad alzarmi da questa sedia, proverò la Zumba.

Concludo con 3 considerazioni che posso fare con cognizione di causa:

  • L'età non è fisica ma mentale e io, ora come ora, mi sento un' 80enne. 
  • Gli specchi delle palestre ingrassano: più lontano stai, più allargano.
  • Se avrò un altro figlio maschio non lo chiamerò Luigi.
























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