domenica 8 marzo 2015

MAMMA E'...


La mia settimana, giorno dopo giorno, può essere sintetizzata in questi 15 punti. Almeno una decina di questi, sono comuni a gran parte delle mamme del cosmo. Dal primo mattino, in ordine cronologico devo:

Cercare di chetare l'euforia dei bambini appena svegli che sembra debbano sfogare il silenzio di tutta una notte nel primo quarto d'ora di luce. Quando non ho ancora preso il primo caffè.


Jacopo mettiti il grembiule! Jacopo mettiti il grembiule! Jacopo mettiti il grembiule! 
Pietro chiama l'ascensore, siamo in ritardo! Pietro chiama l'ascensore! Pietro chiama l'ascensore!
Ripetere le cose tre o quattro volte alzando il volume e cambiando il tono della voce da tranquillo a idrofobo passando da stizzito a furioso prima che uno dei due si connetta e mi dia retta.


Tornare a casa dopo averli accompagnati a scuola e iniziare a ritirare tutte le cose che sono riusciti a mettere in giro in quella mezz'ora da quando mettono il piede (quasi sempre quello sbagliato) a terra a quando lo mettono fuori dalla porta. Ci sono almeno due oggetti cadauno in ogni stanza della casa: un Playmobil e la pregiatissima miniatura di Raul nella vetrinetta in bagno vicino agli spazzolini, Capitan America e Iron Man seduti sul divano, un paio di dinosauri nel fornetto (davvero, non è una battuta), pezzi di armatura romana sui lettini, il telecomando della TV in mezzo alle merendine della colazione. E sopratutto fogli di riciclo disegnati per terra, sotto i letti, nel bidet.
Penso che farei prima a bruciare tutta la casa con un lanciafiamme prima di trovare un posto per ogni cosa, ma cerco di farlo lo stesso in attesa che in un quarto d'ora da quando i miei figli tornano a casa, sia rimesso tutto esattamente in disordine come l'ho trovato al mattino.

Aspettare IlGrande sotto scuola per una ventina di minuti mentre risale a cercare la sciarpa e/o il cappello che ha dimenticato in classe o in bagno o chissadovemaremmamaiala. Almeno due volte alla settimana. E non serve a nulla ricordargli di metterli dentro alle maniche del giubbotto perché se lui si ricorda di farlo, dimentica comunque il diario, i libri per fare i compiti, o la borraccia. In attesa che qualche mamma trovi la sua testa e mi whatsappi che me la renderà il lunedì successivo sempre che non gli serva prima, spolvero il corollario di santi e cristi perché siamo sempre gli ultimi ad essere messi al cancello dalle custodi.

Cambiare tutte le matite nell'astuccio di mio figlio due volte al mese con le matite più care e più resistenti, aprire il suddetto tutte le sere per vedere che non gli manchi nulla e scoprire che la metà delle matite sono di un'altra marca, più corte di due terzi e tutte spuntate. L'altra metà, invece, è caduta in terra e ha la mina rotta in piccolissimi pezzettini e mio figlio è costretto a colorare con il legno intinto nel sangue oppure le matite hanno cambiato colore. E' curioso, infatti, come dopo un paio di giorni il bambino arrivi SEMPRE con 4 matite bianche, due dorate e una argentata intatte e con la punta come da confezione e mi dica tutto orgoglioso che ha scambiato il rosso, il blu e il nero con il suo migliore amico del momento.

Ristudiare la geometria, la matematica e le tabelline, cercando di non compromettere l'idea che i miei figli hanno di me, che so tutto perché anche io sono una maestra e fingendo di ricordare tutto mentre ho difficoltà a dire velocemente quella del 7 e dell'8, e cerco di darmi un tono interrogando il bambino con la tavola pitagorica in mano...

Indagare come IlGrande riesca a camminare indossando le ciabatte solo sulle punte delle dita, strascicando i piedi con il tallone sempre alzato. Provo a minacciarlo dicendogli che gli incollerò i piedi con l'Attack alle ciabatte ma il risultato è quello di trovare le sue ciabatte in ogni strano posto della casa tranne ai suoi piedi.

Sgridare IlPiccolo tutte le volte che si siede sul poggiatesta o sul bracciolo del divano nuovo già sapendo che continuerà a farlo perché in fondo so che lui è la reincarnazione di un bradipo schizofrenico e ha conservato sia l'una che l'altra personalità.

Guardare il viso dei miei figli mentre l'amico festeggiato apre il regalo e vederci la tenera espressione del Fai che gli piaccia, fai che gli piaccia... e pensare Fai che gli piaccia se no son cazzi dopo che hai passato giorni a domandare ai tuoi bambini Cosa gli posso comprare? e dopo che ti sei sentita rispondere Fai te basta che non sia un vestito! 
Si, ma è un tuo amico, cosa ne so io di che cosa gli piace!
Vabbè, prendigli un giochino per il Nintendo!
Niente di meno dispendioso?

Jacopo devi lavarti i denti? Perché io devo andare... Pietro vieni che devo fare la cacca...
Io aspetto Jacopo per vestirmi! Pietro vieni! Accompagnami a buttare la bottiglia nello sgabuzzino...
Osservare i miei figli che non fanno nulla uno senza l'altro. Per pigrizia, per compagnia o per paura del buio. Così le volte che devo ripetere le cose che devono fare, le devo moltiplicare per due.

Cercare di convincere IlGrande a leggere l'ultimo libro comprato invece del catalogo al fondo del suddetto per cercare quello che dovrò compragli la prossima settimana.

Fare finta che IlPiccolo sia trasparente dopo che lui mi ha urlato sbattendo la porta Non mi parlare più, eh? Non voglio che mi parli più! e, quando quello stesso bambino che mi ha trattato come un pellaio poco prima, viene a chiedermi il bacino della buonanotte, rispondergli soddisfatta Ma non avevi detto che non volevi più avere a che fare con me? e rimanere sconcertata dalla sua risposta Io non ho mai detto questo, ho detto solo che non voglio che mi parli più!

Portarli la domenica in gita fuori porta e passare la giornata a spiegare a IlPiccolo che Sì, lo compriamo il ricordino ma prima di andare via...prima si guarda un po' la città...e a IlGrande che Non possiamo comprare l'armatura formato 1:1, non ci sta in casa, dovrebbe andar via uno di noi! e cambiare discorso prima che IlGrande risponda Può andar via Pietro!
Riflettere con mio marito che la prossima volta che si decide di andare via si potrebbero lasciare al nonno e fare una gitarella da soli, come ai vecchi tempi. Fare i fidanzatini, tenersi per mano e non doversi preoccupare continuamente di perdere i figlioli per la strada...

Leggere con i lucciconi agli occhi il biglietto che mio figlio, quello brontolone, quello che ogni tre per due vorrebbe cambiare famiglia mi ha preparato per la festa delle donne in cui ha scritto Cara mamma ti voglio molto bene, mi piace passare il tempo con te. Vorrei passare la vita con te ma non posso purtroppo. Ma intanto mi godo la vita con te. Tu sei la mamma più bella e generosa che io abbia mai visto! E sperare che quella frase Ma non posso purtroppo non sia un presagio che sia avveri a breve...

Prendere atto che quelle cose che mi fanno imbestialire dei miei figli sono le stesse cose che mi riempiono la vita e la completano. Sono le goccioline di pipì sull'asse del gabinetto, le macchie bianche del dentifricio dentro il lavandino, il cesto della roba sporca sempre pieno, il bacino umido de IlGrande e l'abbraccio disinteressato de IlPiccolo che tra una quindicina d'anni mi mancheranno come l'aria che respiro.












mercoledì 25 febbraio 2015

MAI DIRE MAI!

Ultimamente ho constatato di essere una mamma IN. 

INcoerente, INcostante, INstabile. 

A seguito un elenco di 10 cose che NON avrei mai detto di poter fare. E rifare. E rifare ancora.

Guardare un film con IlGrande, IlPiccolo e mia mamma insieme. Riuscire a seguire una pellicola con i miei ragazzi è una cosa pressoché impossibile: ti riempiono di domande. A volte la domanda è sempre la stessa anche se le parole cambiano l'ordine. Al cinema, minacciandoli prima, stanno zitti ma a casa hanno la più completa libertà. Se il film interessa solo gli adulti, allora, si sentono autorizzati a rompere i maroni a tutto spiano. Per questo la tv della sala è patrimonio dei figli: se la guardano, se la commentano, intervengono a loro piacimento e con i loro tempi. Ma ieri eravamo in cinque seduti sul divano a guardare nella nostra nuova tv "Le cinque Leggende" in 3D. La famiglia Battisti più la nonna. La ciliegina sulla torta. 
Inizia IlPiccolo domandando Ma Jack Frost sa volare? 
Pietro. L'hai visto 10 volte. La trama non cambia dal 2D al 3D! rispondo secca.
Ma questo chi è? interviene la nonna. Non rispondo cercando di tarparle le ali prima che sia troppo tardi. Guarda, sembra di poter prendere la neve, nè? continua. Sì mamma. Certo 'sto Babbo Natale ha un accento russo! alzo gli occhi al cielo tanto ho gli occhiali Ma Babbo Natale non era Norvegese? Mamma, ma Jack Frost è vivo o è morto? 
Mi riprometto che non guarderò mai più un film in famiglia, Tanto so già che sarò INcoerente! penso mentre costringo la mucca nel mio cervello a brucare l'erba provando ad astrarmi dalla situazione e trovare un po' di pace. 

Dormire con un neonato nel letto matrimoniale. Mai e poi mai dormiremo con il piccino in mezzo! Sia io che mio marito abbiamo paura di schiacciarlo, di soffocarlo. No, no! E poi bisogna mantenere un po' di intimità, se no alla fine la coppia scoppia! dicevo guardando adorante mio marito con IlGrande ancora nel pancione. Quattro giorni. QUATTRO GIORNI è durata la pacchia della culla. Poi il piccolo neonato ha preso residenza in mezzo al lettone con i pugnetti all'insù e c'è rimasto finché non lo ha sostituito IlPiccolo. Che ci siamo levati un paio d'anni fa. Quindi tra una trippola e l'altra la nostra intimità l'abbiamo cercata altrove. 

Difendere e spalleggiare i figli. Devono imparare a cavarsela da soli, noi genitori dobbiamo aiutarli a costruire la loro autostima ed essere pronti a lasciarli andare.
Certo se IlGrande non sviluppasse un tic al giorno, non uscisse da scuola un giorno sì e uno anche piangendo o lamentandosi che qualcuno l'ha preso in giro o che un altro gli ha dato un cazzotto, questo aiuterebbe nell'impresa. Certo se IlPiccolo non andasse a raccontare alla maestra che ha visto The Ring (in realtà ha conosciuto Samara nella versione di Scary Movie!), o evitasse di parlare con il suo amico immaginario, aiuterebbe. Insomma ultimamente ho deciso, nella mia INcostanza, di provare a credere ai miei figli. Di mettere da parte il fatto che uno sia incontentabile, bisbetico, brontolone e l'altro lagnoso, insopportabile e noioso e di provare a mettermi dalla loro parte. Tanto vedo che in questo, quasi tutti i genitori sono INcostanti.

Fare regali al marito. Dopo la sciarpa molto cool a Natale che avrà regalato ai senzatetto della Caritas, dopo la cartella di pelle pensata per la promozione da impiegato co co pro a professore, liquidata con un Te l'avevo detto che non mi serviva e una spettinata da paura ho deciso insindacabilmente di non fare più regali al marito incontentabile ma a S. Valentino ci sono ricascata. Gli ho comprato un orologio digitale (visto che lui usava il mio) ma il vero pensiero era un bigliettino fatto con cartoncino nero e scritta bianca adornato da tanti cuoricini tagliati con stoffe di tanti colori e cioccolatini a forma di cuore in cioccolato bianco e nero fatti da me e chiusi in una scatola a forma di cuore azzurra. L'incontentabile marito però si è offeso dato che ho fatto il regalo (quasi identico) anche ai miei figli. S.Valentino è la festa degli innamorati. Non puoi scrivere nel biglietto "al mio unico amore" se poi fai il regalo anche ad altre due persone! biasima Ma sono i tuoi figli! dico Non puoi essere geloso di loro... osservo io Ma capisci che è una contraddizione in termini...soppesa lui Ma vaffan... penso io. E alla domanda di un'amica Cosa ti ha regalato la Raffa per S. Valentino? I cioccolatini a forma di cuore... risponde E l'orologio te lo sei dimenticato? chiedo stupita No vabbè, ma quello l'hai trovato nelle patatine...

Rifare la rappresentante di classe. Questo punto non merita spiegazioni e profusione di parole. Basta dire che almeno una volta la settimana mio marito scuotendo la testa con quel sorrisino che sa fare lui mi dice Te l'avevo detto io...

Fare cose schifose. Tipo piegarmi sulle ginocchia con un paio di guanti usa e getta per pigiare dentro il wc una cacca mastodontica de IlGrande, che aveva maturato per 4 giorni e aveva deciso di espellere proprio all'asilo. Pensavo di aver già superato il mio personale confine aspirando il moccio dal naso con l'aspiramuco, ma quando ho visto arrivare la custode con un paio di guanti di lattice in mano ho capito che stavolta il lavoro di merda spettava a me. Non va giù! Ho provato a tirare l'acqua tre volte! dico ...Eh...Succede. Qui il sifone è piccolo... sostiene lei mentre la osservo sgranare gli occhi guardando il titanico stronzo metà fuori dall'acqua. La custode guarda me, guarda il bambino poi dice Sai quante volte l'ho dovuto fare? Però visto che ci sei tu...Io ti assisto!

Dare le dimissioni dal lavoro per tornare ad essere una donna rilassata e meno nervosa. Mi sono resa conto della mia INstabilità quando tutte le regole che mi ero prefissata con i miei bambini (non urlare, cercare di spiegargli le cose per benino, contare fino a 10 prima di brontolarli), si sono frantumate irrimediabilmente nelle prime 24 ore da casalinga. Ne ho avuto la conferma ineluttabile quando la mia amica mi ha detto con quel suo fare tranquillo e sognatore Perché tu sei così...Sei fumina ma sei anche tanto disponibile!
Non so perché ho percepito come se il "piatto fumina" pesasse più del "piatto disponibile" nella bilancia della mia vita... 

Non badare ai voti che prenderanno i bambini a scuola. Non lascerò che IlGrande percepisca l'ansia da prestazione, che si senta sempre in competizione con qualcun altro, che un adulto si permetta di valutarlo con un numero. Eppure, mai come in questi giorni post pagella, mi sono resa conto di quanto ho fallito in questo progetto. Penso che IlGrande abbia capito che non sono rimasta delusa da lui ma dal comportamento della maestra ma guardando i suoi occhioni delusi chiedermi come poteva migliorare da un eccellente ho pensato Ora scopro qual è la macchina di quella pseudo maestra e le foro le gomme. Poi se riesco le scrivo sul cofano con una chiave che Fu si scrive senza accento. Certo deve avere almeno una Berlina... 

Guardare un film erotico con mia madre. Quando le ho domandato se voleva venire con me a guardare 50 sfumature di grigio e lei ha risposto Sì, sì! Va bene! non ci ho fatto troppo caso. Poi quando l'ho detto a mio marito e lui mi ha guardato con occhi bovini, gli ho detto Cazz vuoi? Tu mi hai detto che te lo proponevo perché pensavi che facesse piacere a te, no? Non ti faceva piacere ma se volevo avresti accondisceso ad accompagnarmi...bhè allora l'ho chiesto alla mia amica che mi ha abbandonato al mio destino dopo aver saputo che il film non era un granché. Allora l'ho chiesto a mia mamma. E lei mi ha detto di sì senza farsi pregare troppo! Qualche dubbio mi è venuto quando parlando con un'altra amica che mi ha detto che lei si imbarazza quando guarda la tv con sua madre e ci sono due che si baciano ho pensato...Oh. Mio. Dio. È come farsi lanciare in orbita e ricordarsi di avere lasciato il bollitore sul fuoco. Per fortuna il film era meno erotico della pubblicità dello sgrassatore Kh-7 ma mia mamma, partita come al solito con le domande di rito a inizio film, si è zittita quando Christian Grey si è tolto la camicia la prima volta...

Comunque tornando al film non volerò MAI E POI MAI su un aliante senza motore in balia del vento. Neanche in compagnia di Christan Grey...

OPS!

giovedì 15 gennaio 2015

ILGRANDE E LE VERDURE

Si sa. Da che mondo è mondo i bambini amano poco le verdure. Ma IlGrande presenta un odio viscerale, profondo. Talmente intenso che sospetto che non creda più di essere nato sotto un cavolo.
IlGrande sente l'odore di cipolla nella salsa, sa quando la vicina del primo piano (noi siamo al 4°) cucina il passato di verdure, percepisce la presenza di un cappero nella carne alla pizzaiola. Storica fu la frase, ancora ricordata dai camerieri di PizzaMan Ma io avevo ordinato una pizza con le olive, non una con le foglie! dopo aver osservato che la pizza aveva poche olive e tanto origano...

Insomma, per farla breve, lunedì mattina mi chiamano da scuola dicendomi di andare a prendere il bambino in preda ad atroci dolori di pancia. Voglio parlarci al telefono e quando lo sento rispondere piangendo, capisco che non si tratta di una scusa. Sta veramente male. Hai vomitato? No. Ma ti fa male lo stomaco? No. Non ce la fai a resistere? No. mi confessa con la voce flebile quasi stia per rendere l'anima al diavolo.
Corro a scuola, la maestra mi dice che devo dargli lo Zimil, che forse è stato il latte e io penso Ma sarà? Non è mica la prima volta che prende il latte...la custode mi certifica che sicuramente è influenza intestinale. Chiedo a IlGrande se ha fatto la cacca e lui mi dice piangendo che, si l'ho fatta. Ed era composta e di colore marrone. Normale. Mentre mi chiedo dove abbia imparato questi termini così scientifici la portinaia mi dice Signora, è sicuramente l'influenza di quest'anno. Prende così, a crampi. Gli misuri la febbre vedrà che ha già qualche linea e io penso che son tutti bravi a fare i medici ma la febbre non ce l'ha. Almeno per ora. 
Riusciamo ad arrivare a casa. IlGrande sembra reduce dallo sbarco in Normandia. Urla dal dolore e non mi sa spiegare dove sente male ma il dolore è forte. Sostiene di star per morire, anzi mi dice proprio mamma moio...Pietro dov'è? 
A scuola rispondo. E penso che forse vuole fare testamento e prima vuole sondare se suo fratello sia una serpe oppure dimostri un minimo di empatia. Ti porto all'ospedale Jacopo? 
No, no. Ora mi metto un po' sul divano, mi guardo un po' di tv, mangio due crechis. Facciamo come tutte le altre volte. Vedrai che mi passa mi risponde non troppo convinto.
Ma quindi è un dolore che hai già provato? chiedo dandomi conferma di quello che penso Si, solo che ora mi fa male qui.
E indica la destra. Sotto l'ombelico. Vicino all'inguine. APPENDICE. Oh. Cazzo.

Gli faccio le manovre per capire se ha un'infiammazione a quel pezzettino di ciccetta che solo Dio sa a cosa serve, ma non ci capisco un'acca! Appena lo sfioro urla. Ma urla anche se lo tocco alla sinistra. Dopo aver constatato che se supera la notte avrà un futuro da attore drammatico, mi chiedo Che faccio? Sono senza macchina, mio marito ha il telefono spento. Chiamo la pediatra. Cellulare non raggiungibile e fisso sempre occupato. Merda.
Gli metto la borsa dell'acqua calda sulla pancia e lui sembra beneficiarne, si tranquillizza e smette di piangere. Non so, a dire il vero, se è la borsa dell'acqua calda oppure Oggy e i maledetti scarafaggi a inebetirlo, ma funziona. 
Mangia un pacchettino di creckers e beve un po' di the poi torna sul divano e si addormenta, ma non mi convince: non riesco a capire se il momento acuto dinonsocosa sta passando oppure se lui è fottutamente bravo a recitare e fa finta che gli stia passando per non andare al pronto soccorso. 
Poi torna mio marito e ha l'idea geniale. Lo palpo ora che dorme...se è una cosa psicologica non lo sente...lo tocca sulla sinistra. Niente. Poi sulla destra e fa un salto, senza svegliarsi ma l'espressione sul suo viso è sofferente. Via, facciamo un salto al Meyer, meglio aver paura che buscarne. E se lo dice mio marito vuol dire che dobbiamo andare e anche veloci.
Passiamo a prendere IlPiccolo che per l'occasione sfodera la sua migliore espressione preoccupata e tira fuori Ma può anche morire? Mannò tranquillo! dico. Babbo! Ma può morire? chiede con voce pecorina da uno che sta per scoppiare in lacrime Pietro. Scordatelo. Non avrai tutta la stanza per te. E non avrai i suoi giochi. Almeno per ora! risponde mio marito. IlGrande, pur soffrendo, sorride. Non so se perchè ha capito l'ironia della risposta e quindi sa di non andare incontro alla luce eterna o se è perchè ha avuto l'illuminazione: la preoccupazione de IlPiccolo è autentica.

Arriviamo al pronto soccorso. Accettazione. Codice Verde. Attesa. Diversivo con i dottori pagliacci. Ancora attesa. Poi finalmente la chiamata.
La giovane dott.ssa gli fa qualche domanda alla quale IlGrande risponde con cognizione di causa. Poi arriviamo all'argomento di merda. La dott.ssa gli domanda se oggi è andato, com'era la cacca, di che colore, quanta ne ha fatta e io vedo il mio bambino sbiancare. La questione è delicata per lui, l'oggetto gli crea vergogna. 
Non entro nel merito ma dico solo che il bambino è solito fare grandi cose. E quando dico grandi, intendo enormi. A volte non si riescono a mandare giù per il sifone neanche con due scarichi. Purtroppo queste grandi cose vanno maturate e lui le matura anche per tre o quattro giorni. 

Il dolore più forte, però, IlGrande lo riceve quando la bella dott.ssa gli dice che deve fare un bel clisterone per liberarsi bene delle feci e dell'aria. Sicuramente delle bolle di gas si sono situate nel colon e gli hanno creato questi spasmi. Poi possiamo tornare a casa? domanda Si, certo! 
E posso mangiare? chiede Come no, un bel passato di verdure e tanti kiwi! Scherzi, vero? interroga con l'entusiasmo che scema piano piano. 
NO. risponde seria la dott.ssa. IlGrande mi guarda con l'espressione di quello che deve partire per un lungo viaggio dal quale non sa se tornerà vivo. 
Poi entra l'infermiera con il clisterone. Ma questa è un'altra storia.


Ad oggi, nonostante abbia provato a presentargliele in tutti i modi, il bambino non ha assaggiato niente di vegetale, niente che abbia la consistenza morbida e che contenga fermenti lattici, niente di colore verde (o nuance di verde), niente che ha a che fare con quello di cui si cibano le galline. Ha avuto il coraggio di chiedermi se le patate fritte sono una verdura. Ad oggi il bambino sta creando il prossimo mostro che evacuerà nel fine settimana, chiedendo l'appoggio del fratello che gli farà compagnia per guadagnarsi l'agognato testamento.

Per favore, non mi scrivete che i vostri figli mangiano la lattuga, i cavolini di bruxelles, la catalogna o le zucchine lesse. Non mi proponete ricettine sfiziose per far mangiare le carote a mio figlio. 
Lui. Non. Mangia. Le. Verdure.
Prendiamone atto. Io l'ho già fatto. Se neanche la bella dott.ssa è riuscita a convincerlo, non ci riuscirete voi. 
Io, per il momento, vivo nel ricordo della bambina tedesca che, di fronte al buffet di verdure in albergo, grida entusiasta battendo le mani Guarda mamma, i broccoli bolliti!!!

venerdì 9 gennaio 2015

COSE CHE TENGO E COSE CHE BUTTO VIA

Il 2015 è iniziato. A pensarci bene il 2014 è stato un anno faticoso ma anche un anno di tanti cambiamenti per la famiglia Battisti. E anche se siamo arrivati alla fine quasi strisciando, posso dire che il piatto della bilancia che pesa di più è quello degli aspetti positivi. Elencherò qui di seguito 10 cose che intendo buttare dalla finestra (in senso metaforico, ovviamente) ma di cui immagino lo schiantarsi a terra con assoluta soddisfazione. La mia, è chiaro.

1. Guadagna meritatamente la pole position, la mia ex-collega S. V. che ha reso questi ultimi tre mesi passati al lavoro in Biblioteca, un vero inferno. Mi ha umiliato, infamato, insultato. La butto giù dal quarto piano e la immagino cadere al rallentatore finalmente con una espressione di paura sul viso mentre io, da vera signora, la saluto con il dito medio alzato e il sorriso che si allarga piano piano...

2. Un quarto del mio guardaroba, sostituito da altrettanti capi più nuovi, più belli e che mi fanno sentire più nuova e più bella. Lascio nei bidoni gialli della Caritas, una maglia a righe nere e viola, due minigonne troppo mini, un vestito di lana un po' infeltrito ma ancora buono, le scarpe scomode e dei vestiti taglia 46 (come augurio di non doverci più rientrare). Il mio armadio ora ha un aspetto meraviglioso: c'è la parte invernale e quella estiva, tutti i pantaloni piegati bene sulle grucce, le gonne e le camicie stirate e le maglie impilate per colore e per tessuto. La prossima settimana tornerà ad essere il solito casinodellamadonna...

3. Il lavoro, quello in Biblioteca Nazionale. Lo butto dalla finestra dopo avergli messo lo zainetto con il paracadute di modo che non si faccia troppo male, perché di lui conservo il piacevole ricordo degli ex-colleghi, tanti a dire il vero, che mi hanno voluto bene o che non mi hanno considerata così pessima, e della ditta per cui ho lavorato.

4. Butterò dalla finestra del quarto piano (e senza paracadute) tutti quelli che mi chiederanno Come si sta ora che non hai niente da fare? oppure Visto che non fai nulla tutto il giorno in casa, perché non fai...? Sappiate, che non accetterò giustificazioni o arrampicate sui vetri: una volta che l'avrete detto sarete catapultati a far compagnia alla mia ex-collega e a tempo record avrete una bambolina voodoo che vi somiglierà molto e con cui mi divertirò tanto.

5. I due chili del Panbriacone che mi si sono adagiati sul Lato B. Temo che quelli non solo non si schianteranno a terra ma rimbalzeranno andandosi a disporre esattamente dov'erano. Ho chiesto se era possibile collocarli all'interno del reggiseno, assicurando che mi sarei accontentata anche di due tette appassite ma, dice, non è possibile. 

6. Gli epurati da Facebook. Quegli ex-amici che mi hanno insultato, beffeggiato, hanno parlato di me e della mia esistenza come se ne facessero parte da sempre e come se mi conoscessero da una vita quando ne sanno quanto un perfetto sconosciuto. Quegli amici degli amici degli amici che si sono insinuati in discussioni che già erano sterili prima e con il loro intervento sono diventate ridicole. Ecco, quelli vanno a far compagnia alla mia ex-collega. Ciao ciao.

7. Le carte Invizimals de IlGrande. Me le ritrovo sempre seminate in giro e se per caso non le ritrova inizia una polemica senza fine come se il ritrovamento dell' Elementaledisicchesoio fosse una questione di vita o di morte. E' per caso questa che cercavi? Si... e dov'era mamma? Dov'era? Nella quarta di copertina del libro che sto leggendo, Jacopo.

8. Butto dal quarto piano anche tutto il nervoso, lo stress, l'irrequietezza, il malumore, la rabbia. Quelli faranno un casino che...Tappatevi le orecchie!!!

9. Le mutande infraculo che ho conservato dai tempi in cui il mio culo poteva permettersi di portarle. Lasciano il posto alle altrettanto graziose culottes che fanno le mie chiappe très chic...

10. Quella sensazione di non fare mai abbastanza, di non essere all'altezza, di fare sempre la scelta sbagliata, di non dire la cosa giusta o di dirla in un momento inopportuno. Di non essere una buona mamma e una moglie adeguata. So che questo non toccherà neanche terra, nonostante io lo spinga con forza. So che tornerà indietro come un boomerang. Ma io le farò lo sgambetto prima che lei lo faccia a me...


Le cose del 2014 che tengo sono invece:

1. I miei figli. 

2. La palestra. Volente o nolente l'ho pagata fino a dicembre 2014 e con l'occasione mi hanno regalato 3 mesi gratis. Poi ho portato la mia amica: altri due mesi. Poi ho sospeso per l'incidente. Insomma fino a fine luglio ho da mantenermi in forma. Dopo di che ricordatemi di accettare il disfacimento del mio corpo come fanno tutte (o quasi). Se non dovessi trovarmi persuasa ricordatemi questo nome: Luigi. Mi convincerò all'istante.

3. I trucchi. Non quelli che ho usato per truccarmi da sposa cadavere ad Halloween...parlo di quelli che nascondono rughe, occhiaie, brufoli, punti neri e quel colorino verdognolo che ho naturalmente appena alzata al mattino. Mi impegnerò a truccarmi tutte le mattine anche solo per accompagnare i bambini a scuola o fare la spesa. Lavare i pavimenti o i piatti. O pulire il water. Così, per non sentirmi troppo desperate housewives

4. La sensazione e le lacrime di gioia versate quando mio marito mi ha detto che due giorni dopo avrebbe iniziato a fare il lavoro per cui aveva sudato tanto. Voglio conservare il ricordo di quel momento, che dopo la nascita dei miei bambini e dopo il momento il cui Luca mi ha detto o che si fa? Ci si sposa? arriva a sistemarsi sul podio con la medaglia di bronzo.

5. Il senso dell'umorismo. Se lo trovo, lo conservo.

6. I ricordi di quando ero piccina: Babbo Natale me li porta ogni volta sotto l'albero di Natale e io li spacchetto durante l'anno nuovo sempre con rinnovato stupore. Ogni anno mi sembrano allo stesso tempo più lontani ma più luminosi. E ogni anno ce ne sono sempre di nuovi...   

7. Il mio quadernino di ricette: nel 2015 voglio tornare a sfogliarlo e a fare della buona cucina. Voglio abbandonare le verdure congelate, i piatti fast e voglio tornare a coccolare mio marito con la sfoglia fatta in casa e tirata con il mattarello e gli gnudi e i carciofini sott'olio e...
Farò finta, continuando a canticchiare con la pannuccia sporca di farina, di non sentire i miei bambini che mi chiedono, con le manine raccolte  in preghiera perfavoreandiamoallOldWildWest!

8. Gli acari della polvere sotto il mio letto. Ormai sono visibili ad occhio nudo, li conosco uno per uno e ho dato loro un nome. Verso aprile-maggio ci faremo compagnia nelle lunghe notti insonni: loro a pascere la prole appena sfornata, io a soffiare il naso con l'allergia...

9. Le risate dei miei figli: quelle grasse, sentite, quelle contagiose, quelle liberatorie. Anche quelle esagerate. Con l'augurio di sentirne tante durante tutto il 2015.

10. Il BLOG. Questo blog che ultimamente ho un po' trascurato, perché aspettavo seduta sul bordo del fiume che passasse il cadavere della mia ex-collega. Siccome tutt'oggi non è passato, io mi sarei rotta anche un pochino i coglioni quindi è arrivata l'ora di tirarsi su le maniche e re-iniziare a scrivere.

P.S. Se vi siete domandati qualcosa a proposito del punto numero 1, ho provato ad informarmi se potevano prendermeli indietro o cambiarmeli con due neonati (anche gemelli) purché non parlanti e non pensanti, ma mi hanno detto che non era possibile. Sicché...

Le cose che mi restano:

1. Il forno da pulire.
2. Le fughe delle piastrelle di casa da lucidare.
3. Ahimè, i vetri da lavare.

...Eppure mi piace tanto questa visione del mondo che vedo dalle mie finestre, come se fuori nevicasse sempre...


sabato 8 novembre 2014

AMICI

Oggi mi sento indaco. No. non sono impazzita: se dovessi descrivere le sensazioni di oggi con un colore, sarebbe l'indaco. Quel colore che sa di equilibrio, di razionalità. Il colore con cui ho dipinto le riflessioni in questa giornata. 
Questo breve post verterà sull'amicizia: le mie amiche sono poche. O meglio sono poche quelle di cui conservo un periodo, un'esperienza, un ricordo positivo quindi quelle che l'hanno spuntata hanno diritto, a tutti gli effetti, ad essere citate in questo post. 

C'è quella che conosci dalle medie, che ti ha fatto da testimone di nozze, con cui hai passato gran parte della vita e che hai lasciato a Torino. Quella con cui non ti senti quasi mai ma ogni volta è come se vi foste parlate il giorno prima. Con lei condividi i ricordi della tua adolescenza, le colline delle Langhe, Via Bidone, tante passeggiate per il centro e lunghe, lunghissime chiacchierate. Di lei conservi vivo il ricordo della presentazione del suo fidanzato (poi diventato marito) sotto casa di un'altra amica dopo una cena sole donne fatta di troiai e di esperimenti tipo Dixi con la panna...

Poi c'è quella che conosci da tanti anni, quella con cui hai fatto la maturità, preparato esami all'università, la pasta di sale e hai condiviso una gravidanza. Nel senso che vi siete scambiate ricette (la salsa greca la ricordi con tanto affetto), lamentele, dolori e scazzi per 9 mesi. Lei c'era tutte le volte che andavi a ballare al Zona Castalia, con la sua borsetta a tracolla e 2000£ per il deposito cappotto dentro alla carta d'identità...e anche in un sacco di altre occasioni in cui ho avuto bisogno di lei. L'ammiri perché pensi sia l'unica donna capace di rinunciare alla colazione per un bicchiere di Coca-Cola...

Per non parlare di quella che ti ha accompagnato nei mesi più duri della tua vita sia fisicamente (scarrozzandoti in macchina con la sua fiammante LanciaY usata) che moralmente, prendendo in giro il tuo accento simil-russo e facendoti ammazzare di risate anche quando c'era poco da ridere. Di lei serbi il ricordo della pazienza che ha avuto a guardare tutti i film di fantascienza che l'hai costretta a studiare dopo la dichiarazione perentoria Non hai mai visto L'Esercito delle Dodici Scimmie? Come hai potuto stare senza fino ad ora? Presentati ogni mercoledì alle 21 e ti faccio IO un po' di ripasso...e lei non ha saltato un mercoledì.

C'è quella che vive a Roma. Quella che è stata un vero e proprio colpo di fulmine: quella che è bastato sentirle dire una frase e hai pensato La amo, questa donna. E' stata la prima a cui hai regalato Sorella del mio cuore e lei l'ha conservato come una reliquia. E quando ti ha fatto conoscere un fidanzato che non ti è piaciuto e glielo hai detto, lei l'ha mollato senza pensarci troppo e ancora te ne è grata. Sopratutto dopo che ha conosciuto la sua vera metà della mela...

Poi c'è quella che era già lì, poco più che neonata, quando sei nata; figlia di un'amicizia già consolidata dei genitori, a lungo tempo vissuto come rapporto di familiarità poi cambiato dalle strane ragioni della vita. Ma di lei conservi ancora una maglietta a righe che ti ha portato fortuna in tante occasioni e hai indossato anche al primo esame all'università (Estetica 27/30) al quale lei ti ha accompagnato e aspettato fuori e ha condiviso con te la soddisfazione dell'averlo superato.

C'è quella che conosci da una vita, in qualche bizzarro modo siete anche parenti ma quello che senti è un feeling impercettibile che ti lega quasi fosse una sorella. E percepisci di non avere muri, nonostante la distanza. Era lei che era presente la prima e l'unica volta che sei andata ad un Karaoke. Anzi ti ci ha portato lei, senza cantare è chiaro, e poi riaccompagnandoti a casa vi siete ammazzate di chiacchiere sotto casa tua ferme nel suo favoloso Maggiolone verde. Te con la mano fuori dal finestrino con la sigaretta e lei con quella sua fantastica risata coinvolgente.

C'è quella sacra. Quella che la conosci da 4 anni ma l'affiatamento è quello di una vita di confidenze e di intimità. Quella che cerchi sempre qualsiasi cosa non vada per il verso giusto. O anche quando le cose vanno bene, solo per il gusto di sentirti. Quella che le scrivi una mail e quando torni nella cartella della posta arrivata trovi già la sua risposta e, leggendola, scopri che vi siete lette nel pensiero e voleva solo salutarti non riuscendo ad aspettare una mezz'ora per farlo di persona. Quella che ti ha visto piangere e ridere, e urlare dietro ai figlioli e non ti giudica. Anzi ti dice la cosa giusta al momento giusto. Lei c'è sempre, qualsiasi cosa le proponi: una gita? Un pranzo fuori? Cena a casa? Lei c'è. Non ti tira mai pacchi e questo non è poco. E' lei che ti regala al compleanno gli After Eight perché si ricordava che una volta le avevi detto che ti piacevano...

Ci sono quelle che non sono proprio amiche nel vero senso della parola ma ci passi volentieri del tempo perché ti fanno ridere, tu le fai ridere, e ti permettono di non sentirti una madre disumana. Ti fanno compagnia ai giardini mentre cerchi di salvare tuo figlio che si butta dallo scivolo mentre loro guardano i propri mentre salgono sul tetto del trenino. Quelle che si mettono in gioco insieme a te e non se ne vergognano.

Poi c'è la sorpresa, quella che fino a poco tempo fa era una tra le tante poi scopri una passione in comune e da lì è come una valanga. E finalmente non sei più sola a sentirti scema. Anzi a dire il vero non ti senti per niente scema perché ora non sei l'unica ad aspettare come i bambini di poterti travestire e truccare da mostro ad Halloween e scopri, meditando nel letto che lei ti ha offerto per dormire nella sua casa, che ha tutte le carte in regola ed è abbastanza matta per diventare tua amica.

Poi c'è quella che se n'è andata troppo presto e non hai fatto neanche in tempo ad approfondire se poteva esserci un'intesa ma tu la ricorderai per sempre perché hai ben stampato nella tua testa il suo sorriso e la sua voce.

E poi arriva lui. Il tuo migliore amico a cui chiedi consiglio e che ti brontola quando hai torto. Il tuo amante quando scopri che nonostante tutto ti dice ancora ti amo dopo tanti anni. Tuo marito e il padre dei tuoi figli che senza di lui la vita sarebbe parecchio tetra.

Ogni tanto ti accorgi che stai invecchiando, pensi alle esperienze che hai fatto, a tutte le persone che hai incontrato nella vita, a quello che ti hanno lasciato e quello che tu hai lasciato loro.
E, come per incanto, realizzi che ci sono interi mondi dentro le persone, universi paralleli che a volte si incrociano e scintillano di nuova energia e tu ringrazi che qualche volta sia successo e succeda ancora, anche a te. 
Vi amo tutti quanti, amici. Volevo solo dirvelo.

mercoledì 8 ottobre 2014

MAMME BESTIALI

L'uomo è un animale. Questo è un dato di fatto. Specie nei cuccioli d'uomo capita di vedere atteggiamenti simili a quelli che si vedono nei documentari di Quark. Nel microcosmo della scuola Bargellini, è possibile osservare e studiare scientificamente le mamme con i loro bambini. Io ci ho provato e ho estrapolato 15 categorie animali. Da qui altrettante mamme bestiali.

La mamma koala (Mater Phascolarctos Cinereus) è quella amorosa, che stravede per il suo cucciolo e qualsiasi cosa faccia ha un sorriso fisso in faccia. Appena uscito dalla porta della scuola lo abbraccia, lo bacia e potesse lo porterebbe sulla groppa. La mamma koala in genere mantiene la calma in qualsiasi situazione perché è nel suo carattere. Non si scompone, non si agita, e mantiene la calma anche quando il cucciolo le fa passare la notte in bianco, la brontola o la tratta con sufficienza. Basta scaldarla con un caldo abbraccio.

La mamma panda (Mater Ailuropoda Melanoleuca) è in genere mamma di prole femminile. Si arrabbia molto raramente, ha molta pazienza perché i suoi cuccioli non gliela fanno perdere per la strada. I piccoli si lamentano poco, fanno quello che gli è stato chiesto di fare la prima volta che gli si è detto, rispondono a domanda e in tenera età hanno già imparato a fare le prime lavatrici. Le mamme panda si possono vedere chiacchierare in gruppo con altre mamme della stessa specie con i cuccioli al loro fianco teneramente attaccati alle gambe.

La mamma  cigno (Mater Cygnus Olor), invece è più aggressiva. Severa con i piccoli, pare meno affettuosa anche se in realtà ha il cuore di panna. È possibile vederla camminare con i cuccioli in fila indiana con sguardo attento e corrucciato. Rare volte, quando ritiene che i cuccioli stiano vivendo una situazione di disagio, è possibile vederla intervenire procedendo con le ali aperte e fare minaccioso avanzando verso l'elemento di pericolo. È più facile, in  ogni caso vederle aprire le ali per dare uno scapellotto velocissimo al cucciolo impertinente.

La mamma coniglio (Mater Oryctolagus Cuniculus) è riconoscibile dal numero dei figlioli. Ha un'aria trasognata, con il sorriso e gli occhi un po' stralunati. Si suppone rifugiarsi in un mondo alternativo perché difficilmente risponde alla domanda e non fa mai quello che dice di voler fare. E' facile vederla con il foglio per fare l'appello visto che le capita, non raramente, di dimenticarsi qualche figliolo...

Le mamme straniere si dividono in due tipologie: 
le mamme Suricato (Mater Suricata Suricatta), più sociali, sempre con il sorriso sulle labbra, salutano, si aiutano tra di loro ma socializzano anche con le altre specie. Non è insolito vedere una mamma Suricato viaggiare con una mandria di cuccioli, figli di altre mamme impossibilitate a seguirli, felice di occuparsi di loro. I cuccioli Suricato sono in genere mansueti, educati e istruiti. 
Poi ci sono le mamme tartaruga marina (Mater Chelonioidea), più timide, meno estroverse ed espansive, probabilmente limitate dall'incapacità di comunicazione dovuta alla pluralità di specie all'interno del microcosmo. Le mamme tartaruga sono comunque sorridenti, educate e crescono cuccioli indipendenti, autonomi e emancipati. Quasi sempre.

La mamma leopardo delle nevi (Mater Panthera Uncia) è allo stesso modo amorosa ma aggressiva: protegge il figlio a tutti i costi dagli adulti del branco e dai cuccioli come lui. La mamma leopardo spesso non si rende conto che il suo piccolo non è più tanto piccolo e le piace provvedere al suo posto per ogni cosa. Nella mamma leopardo prevale l'atteggiamento di panico per ogni situazione che vede la sua prole protagonista. Da qui la locuzione "diffondersi a macchia di leopardo" poiché la mamma tende a spandere ansia e panico nel resto del microcosmo con il quale viene a contatto.


La mamma Protozoo si riproduce per mitosi e poi si disinteressa dei figli con la scusa dei viaggi di lavoro. I cuccioli sono in genere esagitati, si esprimono a suon di figlio di p.....a, ora vi i....o tutti o le femmine sono tutte p.....e.  In attesa della prossima partenza, la mamma protozoo annega la sua unica cellula pensante in un bicchiere di Brunello.

Con il medesimo comportamento abbiamo la mamma Camaleonte (Mater Chamaeleonidae): una volta preso il cucciolo lo accompagna a sfogarsi con gli altri elementi della stessa specie e lo lascia allo stato brado. Se il piccolo si azzuffa con gli altri, la mamma camaleonte muta colore e si mimetizza con la panchina dei giardini o con la serranda di un negozio. Solo se nella zuffa scappa il sangue allora interviene. Per dire che lei non ha visto e non ha pareri.

La mamma mosca (Mater Musca Domestica) è la mamma più rompicoglioni sulla faccia della terra: non lascia fare nulla ai suoi piccoli, dice sempre non fare questo, non fare quello, lascia stare tuo fratello, non sporcarti le scarpe, togli la corda dal collo di tua sorella, non saltare con la corda, scendi dal lampadario, non ti puoi lavare i denti di nuovo li hai già lavati, pulisciti la bocca. E il tutto è detto con lo stesso tono come che ogni infrazione abbia la stessa altezza nella scala dei valori. La mamma mosca, tra l'altro, non ha neanche la capacità di riconoscere gli elementi con il carattere di merda, come per sua natura dovrebbe saper fare, quindi il suo carattere di rompimaroni viene accentuato anche da questa frustrazione. La mamma mosca cresce cuccioli altrettanto piantagrane e si domanda tutti i giorni cosa ha fatto nella vita precedente per meritare tutto questo.

La mamma Mantide Religiosa (Mater Mantis religiosa) è una mamma particolare: molto affezionata ai cuccioli, un po' meno al compagno al quale dopo il rapporto sessuale mirato alla procreazione staccherebbe volentieri la testa. Se poi il babbo fa parte della famiglia del pesce combattente (Pater Betta Splendens), per i cuccioli si aprono le porte dell'inferno. Il loro destino è di venire palleggiati da uno all'altro accompagnati da insulti e parolacce destinati all'ex-coniuge che non ha ancora perso la testa.

La mamma pavone (Mater Pavo Cristatus) sta sul culo a tutti: si vanta dei propri cuccioli, che si vestono, si fanno il bidè e la doccia da soli, parlano 5 lingue, disegnano come Leonardo, al nido sanno già contare, all'asilo sanno già scrivere, a scuola sono loro a spiegare la lezione alla maestra. La mamma pavone si vanta anche di essere una mamma super fichissima, con il sedere più bello dell'intera scuola, maestri compresi.

La mamma Gallina Padovana (Mater Gallus Sinae) è un caso raro. Di singolare stupidità, si riconosce perché quando entra in scena cascano le mascelle al resto della comunità. Parla tanto ma sempre a sproposito. Con i suoi cuccioli è amorosa ma non la si vede quasi mai con loro. Più spesso i piccoli vengono lasciati ai nonni. La mamma gallina di regola socializza con la mamma protozoo: i cuccioli hanno affinità comuni. Li si vede spesso fare a gara a chi tira lo sfondone più grosso o la parolaccia più parolaccia che c'è. In genere vince il cucciolo protozoo ma con i pulcini è una gara dura.

La mamma scimpanzé (Mater Pan) è la mamma più ganza che c'è. Alleva i cuccioli amorosamente, educandoli all'apprendimento per imitazione e per ragionamento. Il piccolo quindi è attento, vispo, memorizza tutto quello che accade a se stesso e agli altri. La mamma scimpanzé è la fortuna di tutte le altre che ricorrono a lei e al suo cucciolo per sapere cosa è successo a scuola, se ci sono compiti, quali, chi ha preso la nota, chi ha fatto la pipì e quante volte. 

La mamma leonessa (Mater Panthera Leo) ha sia l'aspetto che il comportamento del felino. Protegge il figlio con le unghie e con i denti. Il figlio non ha mai colpa, sono sempre stati gli altri, se prende un brutto voto è colpa della maestra, se viene brontolato perché ha fatto male ad un altro cucciolo è stato sicuramente l'altro a provocarlo, gli altri sono incompetenti, ignoranti e incapaci. Cresce cuccioli che faranno a gara con i cuccioli protozoo e i pulcini padovani a chi riesce ad andare prima dal preside.


Ora chiariamo, mamme. Non ho fatto nomi quindi mi sono messa al riparo da denunce ma se vi siete riconosciute nella mamma pavone, protozoo, gallina o mantide, prima di insultarmi e togliermi il saluto, sappiate che io sono la mamma mosca. Questo vi basti per commiserarmi e provare per me imperitura pena. 

martedì 9 settembre 2014

MATTI DA BUS

Ovvia, su. Diciamocelo chiaramente: la bicicletta ha i suoi pro e i suoi contro. Si arriva prima al lavoro, si arriva prima a casa, ti mantiene in forma. Ma vuoi mettere litigare con i turisti che passeggiano sulla pista ciclabile e quando gli suoni si girano astiosi come fossero i padroni della strada? Vuoi mettere perdere ogni tre per due sui sanpietrini del centro storico, la vite che tiene attaccato il cestino alla bici, doverlo cercare bestemmiando l'intero universo celeste e poi arrivare trattenendo il cestino legato con la catena? Vuoi mettere arrivare trafelata, sudata o bagnata come un pulcino viaggiando con sole, pioggia, vento e neve? Vuoi mettere scansare pigne e rami rischiando la vita alle Cascine?

No. Non ho più l'età. Preferisco appoggiare le mie chiappe sul sedile di questi nuovissimi e fiammanti bus che l'Ataf ha messo a disposizione a Firenze. Ci impiego un po' di più, è vero, ma ho modo di fare la cosa che più mi piace: osservare. All'ora in cui parto io il mondo inizia ad attivarsi, la città si sveglia, i lavoratori entrano negli uffici, aprono le serrande dei negozi, i mercatini mettono in esposizione la merce. Inizia una nuova giornata. 
Questo fuori dal bus. Dentro è tutta un'altra storia.

C'è quello che si addormenta con la testa appoggiata al finestrino, cuffie nelle orecchie, incurante delle vibrazioni del mezzo che sembra cantargli la ninna-nanna. E poi vederlo scendere pestando piedi, travolgendo vecchiette col bastone davanti alla porta, ascoltandolo tirare certi moccoli per aver saltato 3 fermate urlando 
Apri! Capo, apri la porta! Ho suonato maremmavigliacca!

C'è quella profumata, ingioiellata, piena di roba che suona ad ogni movimento del bus. C'è quella che puzzicchia perché, probabilmente sta tornando ora dal turno di notte. C'è quello che, invece, puzza di cibo avariato ma è vestito in giacca e cravatta, con l'auricolare, il cellulare ultimo modello e i ray ban. Mi domando se faccia l'avvocato o il serial killer. Qualcuno dovrebbe avvertirlo che si sta decomponendo.

C'è quella che si siede e si toglie le scarpe, appoggiando i piedi gravidi sopra le calzature. E poi ti spiega per filo e per segno il perché le si gonfiano i piedi, che malattia ha e, se le dai un po' di corda, ti racconta dell'unghia incarnita, dell'alluce valgo e dei funghi dell'unghia che non riesce a mandare via. Ti spiega i particolari e ti dice Guardi! Guardi, lei mi dica se questo è un piede! E tu osservi quell'ammasso di carne tumida con le dita e ti sale la colazione fino in gola. Annuisci con un sorriso storto, mentre rimugini Speriamo scenda presto...Invece, scende al capolinea. Esattamente dove scendi tu.

C'è quella che parla al cellulare. Come quasi tutti i frequentatori del mezzo. Ma non parla. Urla. Litiga con il marito o il fidanzato. Si mette nel centro del bus di modo che possano sentirla tutti e inizia la tragedia. Prima parte con il tono di voce alterato Perché non sei tornato ieri sera? poi aumenta scuotendo la testa e cercando di sradicare la maniglia a cui si tiene Allora sai cosa? Non tornare neanche stasera. Si. No, no. Tu lo sai il perché... poi parte l'atto finale, quasi urla, batte un piede, si piega con la schiena per fare uscire meglio la voce, sembra quasi avere le lacrime agli occhi E allora vai in culo, stronzo! e chiude il telefono. Si ricompone immediatamente come se la piazzata non l'avesse fatta lei. Vede la gente che la guarda, sorride, si abbassa gli occhiali da sole e continua il suo viaggio. Pare Meg Ryan nella scena dell'orgasmo in Harry ti presento Sally.

Poi ci sono i matti. C'è quello che si siede  e inizia con la solfa Ommadonnaomadonnaomadonnaomadonnaomadonnaomadonna...
C'è quella che ti tocca appena sali e ti chiede Oh.C'hai un euro? e tu fai le corna o ti tocchi i maroni perché non si sa mai...
E poi c'è quella che ti chiede aiuto perché non sa scrivere al cellulare e deve mandare un messaggio al suo fidanzato. E' una questione di vita o di morte. 
Che devi scrivere? 
Voglio che mi richiama...
Quindi scrivo "Chiamami appena puoi"? Va bene?
Va bene...Grazie eh? Grazie davvero. E' che non so scrivere...
E tu ti domandi se non sa scrivere in generale o solo a quel cellulare. La guardi: sembra pulita ma un po' assente. Ti domandi se è straniera, ubriaca, o solo analfabeta perché parla scorretto. Poi la dimentichi e pensi agli affari tuoi. Finché il bip-bip del suo cellulare annuncia che ha ricevuto un sms. Lo legge. Quindi sa leggere. Perciò o è straniera o ubriaca.
Era il mio fidanzato dice sorridendo. Tu le sorridi di rimando, poi guardi fuori dal finestrino. Mi ha chiamato pesciolino. Mi ha chiamato pesciolino tre volte, ieri dice turbata. Bene. Carino da parte sua... rispondi tu secca perché non hai voglia di attaccare bottone. A me non mi piace che mi chiama pesciolino. Il tuo fidanzato ti chiama pesciolino? domanda. No. Mio marito mi chiama in tanti modi ma non pesciolino rispondi tornando a guardare fuori e sperando che non ti abbia preso per una consulente matrimoniale. A me non mi piace. Mi offendo dice Allora diglielo che non ti piace! Rispondi esasperata. Arriva un altro bip-bip. Legge. Era il mio fidanzato. Stavolta mi ha chiamato pucci pucci. Tu sorridi. Questa non è ubriaca o straniera è solo matta come un cavallo. Pucci pucci va meglio. Il tuo fidanzato ti chiama pucci pucci? domanda. Si. Sempre. Anche nel sonno. 
Ora devo scendere dice e tu pensi Amen
Grazie eh? Del messaggio...e tu ti chiedi Azz, ma tutte a me?

E poi succedono anche incontri singolari come quando ti si siede vicino un omone. Lo percepisci perché con la coda dell'occhio vedi che ti sovrasta di 50 cm, la sua spalla quasi all'altezza dei tuoi zigomi. E' un omone dalla pelle scura. Nello stesso istante vedi qualcosa volare alla tua destra. E' qualcosa di grosso. Anzi di enorme trattandosi di un insetto. E rifletti Sarà un bombo. Oddio. Come cazzo esco di qui? Mi siedo in collo al tipo qui vicino o esco dal finestrino? Poi rivedi volare la Cosa e ti accorgi che è molto più grossa di quello che avevi immaginato ma scompare dietro l'omone. Tu ti volti verso di lui, lui ti guarda e ti accorgi di avere una faccia tra lo schifato e lo scioccato. Nella frazione di secondo che passa tu mediti Il tipo avrà mica ipotizzato che io sia razzista, che l'abbia guardato male solo perché è nero? Ora glielo dico che c'ha un bombo in agguato sulla spalla... e lui, appena apri bocca per salvargli la vita, ti dice Non preoccuparti! E' solo una farfallina! E poi ti fa un sorriso e tu ponderi abbagliata con gli occhi sgranati Ma questo come fa ad avere tutti questi denti e tutti così bianchi?
Poi salvi la vita alla farfallina accompagnandola al finestrino, lui ti sorride e ti fa i complimenti per il tuo animo puro, ma questa è un'altra storia. Ciò non toglie che continui a non spiegarti quale dentifricio faccia venire denti così luminosi!

O la vecchietta che si siede di fianco a te poi inizia a parlare con l'uomo, anziano anche lui, seduto davanti a lei. Vuole sedersi vicino a sua moglie? chiedi. Così potete chiacchierare tranquillamente...
Grazie, signora, risponde la nonnina, ma torniamo ora da Palazzo Vecchio, ci ha chiamati il sindaco per festeggiare 50 anni di matrimonio! Questo qua dice indicando il marito ce l'ho avuto vicino per 50 anni, ci ho fatto 3 figli e abbiamo cresciuto 5 nipoti...Sa quante chiacchiere? Possiamo tranquillamente arrivare a casa in silenzio! 
E ancora hai in mente la sfumatura con cui ha pronunciato il questo qua. Era un'espressione carica di 50 anni di amore, tenerezza, premura, ammirazione.

E allora tutto sommato preferisco passare 50 minuti in compagnia dei miei pazzoidi da bus che 35 minuti in bicicletta. Da sola. Tanto, matta come sono, non sfiguro in questa bizzarra compagnia. Ora vado che c'ho da fare...

Ommadonnaomadonnaomadonnaomadonnaomadonnaomadonna....